Miniera Pasquasia: Aperta seconda inchiesta dalla Procura della Repubblica di Enna
Enna-Cronaca - 29/01/2011
Enna. Per quasi otto ore, nonostante la pioggia battente di giovedì, il responsabile dell’Arpa provinciale, dottor Daniele Palascino ed un tecnico hanno effettuato, alla presenza degli agenti della Digos e del Nucleo Operativo della Forestale, degli accertamenti sul territorio delle miniera di Pasquasia , ma anche sul cammino delle acque piovane sia dentro la zona della miniera sia a monte che a valle per prelevare campioni e così, attraverso le analisi, conoscere effettivamente se le acque che si trovano in tutta la zona siano o meno inquinate, e quali sono gli elementi che inquinano. La seconda inchiesta della Procura della Repubblica ennese, che vuole vederci chiaro sul problema miniera Pasquasia, definita “bomba ecologica”, il rinvio a giudizio di un funzionario della Regione, ha, per certi aspetti, svegliato la Regione Siciliana, proprietaria del sito, che da anni, ha affrontato con grande superficialità il problema Pasquasia, dove non bisogna dimenticare che vi sono le condizioni per la ripresa estrattiva, ripresa che potrebbe consentire di creare migliaia di posti di lavoro, invece l’area è colpevolmente piena di sostanze pericolose ed altamente cancerogene come l’amianto, presente a tonnellate, e l’olio dielettrico, sversato a tonnellate sul terreno per una superficie di circa 500 metri quadrati . Nonostante la pioggia battente, il dottor Daniele Palascino, responsabile provinciale dell’Arpa, ed il tecnico hanno effettuato prelievo di campioni non solo all’interno della miniera, ma anche nella zona a monte, nella zona a valle ed anche nelle vicinanze del torrente Morello, campioni che saranno portati in laboratorio per conoscere l’effettivo inquinamento della zona. La Procura della Repubblica, attraverso il Sostituto Marina Invoglia, vuole vederci chiaro su Pasquasia, da qui l’apertura della seconda inchiesta , affidata alla Digos e al Nucleo Operativo della Forestale, che stanno seguendo l’evolversi della situazione, ma soprattutto si aspettano le risposte che arriveranno proprio dalle indagini che sta effettuando l’Arpa provinciale.
Il tavolo tecnico, che verrà riunito giovedì prossimo, dal direttore generale del Dipartimento all’Energia, Gianluca Galati, è un atto consequenziale dell’apertura dell’inchiesta da parte della Procura della Repubblica ennese e dovrebbe occuparsi concretamente dei problemi relativi alla sicurezza del sito minerario, misure di sicurezza che da anni vengono chiesti, specie da parte della commissione provinciale, presieduta dal consigliere Giuseppe Regalbuto. Al tavolo tecnico sono stati invitati tutti coloro che direttamente o indirettamente sono legati ai problemi del sito minerario ed alla sua sicurezza. Ma è anche giusto che il tavolo tecnico si interessi, così come è stato sostenuto da molti, della possibilità di ripresa delle attività estrattive, visto che la miniera, secondo degli esperti francesi, ha ancora almeno vent’anni di attività estrattiva, oltre alla possibilità di poter ricavare magnesio, utile per l’industria aeronautica.