Enna. Sequestrati gli atti relativi la ex miniera di Pasquasia
Enna-Cronaca - 05/02/2011
Enna. Ieri mattina due episodi distinti per quanto riguarda la vicenda della miniera Pasquasia e la possibilità di avere chiarezza su quella che da tutti viene definita una “bomba ecologica”. A Palermo, su iniziativa del direttore generale dell’assessorato per l’Energia, Gianluca Galati, si è svolto un tavolo tecnico con la presenza di tutti gli enti direttamente o indirettamente interessati al sito minerario ennese per cercare di trovare un filo comune che consenta di trovare una soluzione, la meno dannosa possibile. Ieri mattina il gruppo di collaboratori del Sostituto Procuratore della Repubblica, Marina Ingoglia, composto dagli agenti della Digos e del Nucleo Operativo della Forestale hanno setacciato tutte le documentazioni relative alla miniera di Pasquasia presso gli assessorati regionali al Territorio ed Ambiente, all’Energia, presso il Dipartimento di Acqua e Rifiuti, insomma tutti quegli enti che erano collegati direttamente o indirettamente con il sito minerario. Tutto questo carteggio sequestrato sarà consegnato questa mattina al Sostituto Procuratore Ingoglia, che, ovviamente lo esaminerà prima di elaborare il calendario degli interrogatori di quelle persone che sono informate dei fatti ed in special modo i dirigenti degli assessorati regionali che erano interessati alla miniera di Pasquasia. L’importante è che sulla miniera di Pasquasia si vogliono avere tanti chiarimenti soprattutto perché il sito minerario è stato abbandonato colpevolmente, nonostante si sapesse che all’interno si trova una enorme quantità di amianto, di olio dielettrico, sostanza queste cancerogene ed in grado di creare inquinamenti irreversibili. L’esame dei documenti sequestrati ieri mattina a Palermo saranno esaminate e sulla base di quanto la dottoressa Ingoglia troverà nei carteggi sequestrati si incomincerà ad interrogare i responsabili di coloro i quali avevano l’obbligo di operare per la bonifica, per la messa in sicurezza del sito, ed, invece, non è stato fatto niente, anzi si è contribuito a peggiorare una situazione, che ora è diventata insostenibile perché il pericolo esiste ed è consistente.