Enna. Operazione Nerone, iniziati interrogatori

E’ durato appena mezz’ora tra pratiche burocratiche e domande l’interrogatorio nel carcere di Caltanissetta di Vincenzo Scivoli, l’aidonese di 42 anni, che viene ritenuto il capo del gruppo di assalto della famiglia di Cosa Nostra, che aveva come riferimento Salvatore Sdeminara e Gaetano Drago, cugino dello Scivoli, arrestati nel corso dell’operazione Old One, operava nel territorio di Aidone e Piazza Armerina nel richiedere il pizzo alle imprese che ottenevano dei lavori. Vincenzo Scivoli, difeso dall’avvocato Gabriele Cantaro del foro di Enna, si è avvalso della facoltà di non rispondere, per cui si auspica che la sua compagna Elena Caruso di 41 anni, che stava tentando la scalata al vertice della famiglia, possa essere più disponibile visto che dagli interrogatori si spera che possano venire notizie più concrete sul fenomeno delle estorsioni operate dal 31 luglio sino alla fine di gennaio. Elena Caruso, che è difesa anche dall’avvocato Gabriele Cantaro, ha partecipato attivamente ed in prima persona , lo testimoniano le intercettazioni ambientali e telefoniche, alla richieste del pizzo alle imprese che stavano effettuando lavori ad Aidone e dintorni, ed anche alla collocazione di bottiglie incendiarie all’interno dei cantieri, per cui una sua collaborazione potrebbe rappresentare un’opportunità per conoscere meglio le attività estorsive effettuate e quelle che si dovevano fare; inoltre, come veniva diviso il denaro ottenuto e se una parte di questo andava veramente alla persone che sono già detenute per altre operazioni antimafia. Lunedì per il Gip Carlo De Marchi, sarà una giornata intensa in quanto dovrà effettuare gli interrogatori degli altri arrestati a cominciare dal sorvegliato speciale Riccardo Abati, che è stato tra l’altro condannato per mafia, in occasione dell’operazione “Piazza Pulita”, che viene difeso dall’avvocato Antonio Impellizzeri, mentre Marco Gimmillaro è difeso dall’avvocato Carmelo Lombardo; Ivano Di Marco, che si trova in carcere a Viterbo, ex cassiere delle bische clandestine nell’operazione Old One, sarà interrogato per rogatoria. Gli agenti della Mobile continuano ad effettuare indagini molto accurate non solo per trovare la pistola di Scivoli, chiamata Marilena, ma anche a proseguire nelle perquisizione per vedere se è possibile trovare altre armi o la base del gruppo d’assalto aidonese.