I Compro Oro sono una forma di usura legalizzata?
Enna-Cronaca - 22/02/2011
Proliferano come funghi, diffondendosi a macchia d’olio. Sono i negozi del “Compro oro”, che in città trovi ad ogni angolo della strada e che hanno cominciato ad invadere anche i piccoli centri abitati. Così, il nostro bel Paese, già in ginocchio per la crisi economica che l’ha travolto, si trova a fare i conti con la “febbre dell’oro”, tipica malattia d’importazione americana, raccontata anche in un famoso film di Charlie Chaplin, in cui l’attore veste i panni di un povero vagabondo, che sfida le avversità alla ricerca dell’oro, animato dalla febbre di rivalsa verso la propria condizione.
Un’epidemia che ha colpito anche Troina, come tanti altri centri della provincia, e a giudicare dal ritmo con il quale i “Compro Oro” continuano a spuntare, pare che gli affari vadano molto bene. La Sicilia conta la percentuale più alta d’Italia, con un aumento del 60%.
Ma chi si rivolge a questa nuova tipologia di negozi?
Secondo i proprietari di alcune di queste attività, non c’è un vero e proprio target. I clienti hanno un’età che va dai 20 ai 60 anni, e il più delle volte cambiano i propri “preziosi” perché hanno bisogno di soldi e subito. Gli anziani cambiano le collane o gli anelli, regalati dai propri cari, perché non riescono a tirare avanti con la sola pensione, e lo fanno a malincuore perché, il più delle volte, sono oggetti che rappresentano un momento o una persona speciale nella loro vita, come mi racconta uno di loro. I giovani, invece, perché preferiscono accessori moderni a quelli regalati per la prima comunione, e cambiano oggetti importanti e costosi, per oggetti in acciaio o di marca, destinati a perdere valore nel giro di pochissimo tempo.
Tutto questo, quando va bene!
Purtroppo, il più delle volte, i soldi liquidi di cui questi giovani vanno alla ricerca, servono per acquistare la droga. Non è difficile da capire, per chi li vede passare dal negozio con regolarità. Forse, neanche i genitori si accorgono del “traffico” che si sta consumando alle loro spalle, e che continua fino a quando si è prosciugato tutto ciò che negli anni era stato custodito con particolare cura.
Ma cosa succede in questi casi?
È uno dei problemi in cui spesso incappano i negozianti, che nonostante registrino tutto sul famoso “Libro delle antichità preziosi e beni usati”, indicando i dati del cliente, non hanno la certezza che gli oggetti non siano stati trafugati da qualche cassetto all’insaputa del proprietario o peggio ancora, rubati.
È quello che è successo al titolare di un “Compro oro” di Troina, arrestato e poi rilasciato dai carabinieri per presunta ricettazione, il cui locale, posto sotto sequestro per i relativi accertamenti, ha fortunatamente riaperto i battenti.
Lo sviluppo di questi negozi, però, ci deve fare riflettere, ma soprattutto la tipologia dei loro clienti. Guardando al panorama nazionale, secondo il noto economista Stefano Zamagni “I Compro Oro sono una forma di usura legalizzata, a cui lo stato dovrebbe porre un rimedio efficace, come per esempio il microcredito”, aiutando chi si trova con l’acqua alla gola. Per Michele Cagnazzo, responsabile dell’Osservatorio sulla criminalità per la Campania “Dal 2008 al 2010 scippi e furti di appartamento sono cresciuti di circa il 70 per cento. Nello stesso periodo del boom di compro oro”.
Pur stando attenti a non cadere nel tranello che gli psicologi chiamano “correlazione illusoria”, e quindi a giudicare una categoria in modo pregiudizievole, la sincronia è suggestiva.
Sandra La Fico