Rifiuti. Lettera di Assoconsumatori a tutti i Consiglieri comunali della provincia di Enna
Enna-Provincia - 20/03/2011
Enna. Pippo Bruno (consigliere comunale di Assoro, ex delegato di Assoutenti ed attuale delegato Assoconsumatori) lancia un appello ai Consiglieri comunali di tutta la provincia ennese, sull’ennesima querelle dei “rifiuti”. Il testo della comunicazione:
“Egregi colleghi, quanto prima saremo chiamati ad approvare i piani finanziari predisposti dall’ATO EnnaEuno per quantificare il fabbisogno economico delle settecento (n.d.r: noi eravamo a conoscenza di un numero di circa 550) unità lavorative che si occupano di rifiuti in provincia. In premessa vorrei sottoporre alla vostra attenzione alcuni passi delle conclusioni della commissione parlamentare d’indagine sui rifiuti in Sicilia presieduta dal Sen. Pecorella, approvata all’unanimità dalla Camera in data 18.1.2011 con risoluzione 6/00054:
• In Sicilia il settore dei rifiuti si caratterizza perché esso stesso organizzato per delinquere.
• E’ la più eclatante manifestazione della legge dell’illegalità, cioè l’illegalità si è fatta norma che permea negli aspetti più minuti e capillari qualsivoglia aspetto afferente al ciclo dei rifiuti.
• Il sistema si pone come obiettivo non già lo smaltimento dei rifiuti, ma il “non smaltimento” dei rifiuti medesimi.
Noi, rappresentanti delle collettività locali, siamo semplici spettatori di questo sistema che penalizza i cittadini o siamo i garanti degli interessi dei cittadini stessi che ci hanno eletto?
Per mantenere lo “status quo” è stato affidato il servizio in economia all’ATO EnnaEuno, bisogna ricordare che i lavori in economia sono regolati dal codice dei contratti Dec. 163/2006 per un importo non superiore a 200.000,00 euro; lo stesso decreto al c.12 dell’art.125 stabilisce che l’affidatario deve avere oltre alle qualità morali anche una capacità tecnica-professionale ed economica-finanziaria che naturalmente l’ATO EnnaEuno non ha, essendo in liquidazione. Si continua, quindi, a gestire il settore nell’illegalità conclamata, creando danno economico ai Comuni stessi ed ai cittadini con tassazioni illegittime ed esose che portano poi ai giusti ricorsi ed ai mancati pagamenti con un susseguirsi di: illegittimità, ricorsi, mancati introiti, danno erariale su cui la Corte dei Conti e la Magistratura sta indagando vedi gli ultimi sequestri effettuati.
In questo scenario, la soluzione ipotizzabile potrebbe essere quella prefigurata dalla legislazione all’art.191 della legge 152/2006 con una gestione diretta con ordinanze urgenti e contingibili; oppure rivedere il costo del servizio attraverso: passaggio del contratto da Federambiente a Enti locali, riconversione e riqualificazione del personale, adozione dei contratti di solidarietà se necessari, adozione della mobilità in deroga secondo recenti orientamenti dell’INPS, lotta all’evasione attraverso un reale censimento delle utenze: Enti pubblici e privati cittadini, riduzione conferimento in discarica (raccolta differenziata) attraverso la realizzazione di impianti anche accedendo ai programmi comunitari, tutto ciò naturalmente non accettato dal sistema che fino ad oggi ha avuto ed ha l’interesse di mantenere l’attuale carrozzone violando le leggi dello Stato e tartassando i cittadini. Il tutto naturalmente, in attesa del riordino del settore con l’entrata in vigore della legge 8 aprile 2010 n.9 a conoscenza già di tutti”.