venerdì , Gennaio 22 2021

Catenanuova. Dopo furto cavi di rame Enel ripristina linea

Catenanuova. La “Class action”, dei catenanuovesi verso l’Enel, sprona l’ente per risolvere celermente il disagio patito dalla popolazione e lo fa ricostruendo in tempi stretti le campate di rame rubate da ignoti qualche settimana prima.
“Oggi possiamo affermare di avere contribuito in tempi brevissimi alla soluzione al problema – ha affermato Elsie Virzì (esponente di Alleanza siciliana-la Destra) esprimendo soddisfazione sul risultato – siamo convinti che la partecipazione collettiva alla soluzione di piccoli o grandi problemi è capace di produrre un’accelerazione nella risoluzione dei problemi che riguardano i pubblici servizi offerti alla comunità. Vogliamo ricordare a tutti, che ogni nostro atto di solidarietà civile è sempre necessario, perchè dobbiamo sempre interessarci in prima persona dei nostri problemi e fare pressione sulle Istituzioni affinchè pongano in essere una efficace azione politica amministrativa sul territorio”.
Da parte sua il responsabile Enel sul territorio ennese, Luigi di Fiore, chiarisce: “i disagi di Catenanuova sono solo da addebitare ai furti di cavi di rame e questo, purtroppo, è un fenomeno che i tecnici cercano di arginare per garantire la qualità del servizio. Spesso alla riparazione segue un nuovo furto. I tempi medi per il ripristino di una linea variano tra 30 e 60 giorni, in relazione alla estensione della rete trafugata: chilometri di linee rubate, di alta qualità, non si riacquistano e si ricollocano, in sicurezza, in qualche ora. Per quanto riguarda l’area di Catenanuova, dopo il furto, per evitare di lasciare al buio alcuni clienti, i tecnici hanno alimentato le forniture con altre linee vicinori, che ha comportato, qualche volta, un sovraccarico e quindi l’abbassamento della tensione. In atto possiamo affermare di aver completato il ripristino e di aver ridistribuito il carico tornando alla normalità, ma è anche vero che del problema furto di rame sono state interessate sia la prefettura che le Forze dell’ordine ma è importante che anche i cittadini si adoperino per contrastare il fenomeno segnalando immediatamente alle autorità eventuali movimenti sospetti sul territorio”.
Carmelo Di Marco