Enna. Presidente Lombardo in Procura per rispondere su disastro ambientale ex miniera Pasquasia

E’ arrivato alle 15,10 alla Procura di Enna ed è subito iniziato l’interrogatorio del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, accompagnato dall’avvocato Massimo Motisi, indagato per disastro ambientale nell’inchiesta sull’ex miniera di Pasquasia. Nei giorni scorsi il pm, Marina Ingoglia, aveva ascoltato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Pier Carmelo Russo e quello all’Energia, Giosuè Marino, coinvolti nelle indagini che hanno portato al sequestro dell’ex miniera di sali potassici, chiusa da quasi 20 anni. Per gli investigatori l’area, ridotta a discarica di rifiuti speciali, è una vera e propria “bomba ecologica”.
Il procuratore della Repubblica di Enna, Calogero Ferrotti, ha certamente dei ”9 mila quintali di amianto, abbandonati all’interno del sito e di oltre 15 milioni di chili di terreno per 70 mila metri quadri di area, che risultano contaminati”. Da accertare l’ipotesi che la miniera possa contenere anche scorie radioattive.

Subito dopo l’interrogatorio alle 18,20 il Presidente Lombardo ha rilasciato la seguente intervista:

“Ho esibito il materiale in mio possesso e collaborato in maniera totale e credo in maniera abbastanza esaustiva all’accertamento delle responsabilitá. Io credo che questa iniziativa serva affinchè si prenda piena coscienza di un problema che nessuno ora può permettersi il lusso di lasciare lì a marcire, questo accelera la messa in sicurezza e bonifica dell’ex miniera, non è possibile andare oltre, io stesso con la segreteria generale della Regione, con gli assessori competenti, con le risorse necessarie, il cui reperimento è principalmente necessario, metteremo direttamente mano al problema Pasquasia. Sulla ripresa dell’ex miniera non sta a me dirlo, quello che si è fatto è stato fatto in virtù di una ordinanza che ha definito poteri, dobbiamo riconoscere che nell’ultimo anno su Pasquasia c’è stata una accelerazione notevole. Se uno legge ed apprende di una sorgente radioattiva a trecento metri è chiaro che non ci consente di rispondere ad una ripresa dell’attività estrattiva. L’attività estrattiva deve essere compatibile con le condizioni di bonifica per cui non ci siano pregiudizi o rischi per la salute di chi vi opera o altra ipotesi che soprattutto con gli Enti territoriali si vuole percorrere. (n.d.r: domanda: ma la sorgente radioattiva è quella creata dall’Enea, utilizzando del Torio 232, per constatare il comportamento del terreno argilloso dell’ex miniera?): Si comprende che a tale domanda non so rispondere, non che non posso, trecento metri di profondità non so chi li ha messi o chi, certamente, può darne conto; però su questo e su tutto il resto non c’è dubbio che alla comunità ed ancora prima all’autorità giudiziaria bisognerà dare una risposta in termini puntuali”.

(nella foto il Presidente Lombardo all’uscita del Palazzo di Giustizia di Enna)