Fillea, in Sicilia persi in due anni 37 mila posti di lavoro

Nell’ultimo anno l’edilizia siciliana ha perduto 17 mila posti lavoro (Istat, 4° trimestre 2010 su 4° trimestre 2009) che si aggiungono ai 21 mila venuti meno l’anno scorso. E in assenza di misure, secondo le stime della Fillea Cgil regionale, “anche quest’anno si chiuderà con un bilancio negativo, facendo diventare il settore- dice il segretario generale, Franco Tarantino- del tutto marginale”. La “caduta” dell’edilizia e dell’occupazione ad essa collegata, per la Fillea “e’ dovuta alla mancanza di investimenti su infrastrutture, ai ritardi su opere viarie come la Ragusa – Catania e la Mistretta Gela, al fatto che – sottolinea Tarantino – il governo regionale continua a fare interventi clientelari invece che puntare su settori come l’edilizia la cui funzione anticiclica e’ nota”. Tarantino porta come esempio di interventi sbagliati i cantieri di lavoro: “Si tratta di 220 milioni – dice- che avrebbero potuto essere impegnati diversamente, per recuperare l’aeroporto di Comiso o sui collegamenti viari, o ancora per coprire la quota di cofinanziamento della Regione per la Ragusa –Catania”. Il sindacalista rileva che “Il governo nazionale latita nonostante le dichiarazioni sulla necessità di fare sviluppare il Mezzogiorno per trainare l’intero paese, ma la regione non può trincerarsi – sottolinea – dietro la mancanza di interventi da parte di Roma. Deve fare la sua parte- conclude Tarantino – smettendola con la spesa clientelare, investendo sulle infrastrutture e anticipando le risorse dei Fas, per attivare interventi che possono dare lavoro a migliaia di persone e invertire il ciclo negativo che avanti ormai da troppo tempo”.