Provincia Enna: Aula consiliare occupata dal Gruppo Federato

Enna. L’aula del consiglio provinciale, ieri sera, è stata occupata dal Gruppo federato, guidata da Michele Sutera, in segno di protesta per la scarsa attività che il Consiglio provinciale sta evidenziando in questo periodo. Infatti, lunedì e martedì non si è potuto discutere l’ordine del giorno in quanto è venuto a mancare il numero legale per l’ostruzionismo degli ex alleati della maggioranza come MpA e PdL ed ovviamente del partito di opposizione, il PD. Michele Sutera è stato molto deciso nell’esporre le ragioni del gesto del suo gruppo, anche se in aula c’erano pochi consiglieri e a presiedere i lavori c’era Alfredo Colianni, perché anche il presidente Massimo Greco era assente, e come rappresentante dell’amministrazione c’era soltanto l’assessore al Territorio ed Ambiente, Giuseppe Maria Amato. Due sedute in due giorni consecutivi ci sono stati due Consigli provinciali che non hanno apportato niente di concreto perché la maggior parte dell’opposizione e dell’ex maggioranza ha chiesto a voce alta una preciso chiarimento politico in quanto si vuole ritornare ad una giunta che sia espressione dei partiti politici. I lavori si sono aperti con le dichiarazioni di Mario Alloro (PD), di Francesco Spedale (PdL), di Mimmo Bannò (Primavera Democratica) che annunziavano l’uscita dall’aula sia per l’assenza totale dell’amministrazione e sia per chiedere con una certa urgenza un chiarimento politico, che sino a questo momento non è avvenuto e pare che il presidente Monaco non voglia fare. Michele Sutera, capogruppo del Gruppo Federato, per quasi mezz’ora ha sciorinato le cause che stanno portando ad un decadimento del confronto politico in senso al consiglio provinciale. “Se il PD ha diritto a fare opposizione – ha esordito Michele Sutera – non si giustifica l’assenza totale del MpA, e l’ostruzionismo del PdL, che sostanzialmente ha vinto le elezioni provinciali, che ha ottenuto 7 consiglieri assieme alla lista del “Presidente”, e che dovrebbe coordinare tutto quello che è necessario per portare avanti questa legislatura e cercare di effettuare una verifica politica sui programmi, invece le continue assenze e le continue uscite dall’aula stanno di fatto provocando un immobilismo politico che va a penalizzare tutto il territorio”. Per Michele Sutera il fatto di non riuscire a portare a termine i consigli provinciali è un danno notevole perché i punti all’ordine del giorno non appartengono all’amministrazione ma si tratta di punti politici che appartengono al Consiglio provinciale. “Ormai non si fa più politica in quest’aula –ha continuato Michele Sutera – e se verifica politica va fatta, non la si deve fare in Consiglio provinciale, ma la si deve fare all’interno dei partiti politici. Il problema non è spingere, chiedere di avere un rappresentante in giunta, perchè è il Consiglio provinciale che fa la politica; la maggioranza deve essere politica e non numerica. Se si vuole una giunta a termine, come è quella attuale, che è essenzialmente tecnica lo stabilisce il consiglio provinciale e non il presidente Monaco. Tutto questo ha portato alla decisione che il Gruppo federato occuperà l’aula consiliare sino a quando non ci sarà un chiarimento politico urgente”. Mimmo Bannò di Primavera Democratica nel dichiarare di abbandonare l’aula, ha anche detto che oltre alla verifica politica che si ritiene necessaria, la parola spetta al Pdl,deve essere il partito di maggioranza a mettere in moto la mozione che dovrebbe portare alla sfiducia al presidente Monaco, decisione politica di cui è contrario Salvo la Porta del Pdl. Giuseppe Regalbuto, consigliere del Pdl ha esordito nel suo intervento dicendo che “la campagna elettorale e le elezioni si sono fatte per un presidente, appunto Pippo Monaco, che era espressione del Pdl, oggi il presidente Monaco non appartiene al PdL ma al partito di Gianfranco Fini, quindi un’altra collocazione politica”. “Voglio sottolineare che il presidente Monaco – ha continuato Giuseppe Regalbuto – ha lasciato che il territorio provinciale fosse invaso da persone venute da fuori e che sono andati ad occupare le presidenze, le direzioni dei maggiori enti, come se Enna non fosse in grado esprimere persone in grado di assumere questi incarichi”. A chiudere gli interventi Francesco Comito, capogruppo dell’Udc. “Non siamo prigionieri ne del centrosinistra ne del centrodestra, noi abbiamo un solo impegno che è quello di portare un cambiamento sostanziale in campo provinciale. La nostra presenza è di rispetto nei confronti del consiglio provinciale. Continuiamo ad essere legati ai programmi e tra questi vi è quello di risolvere il problema dell’emergenza rifiuti che è fattore importante per tutto il territorio. Non siamo interessati a poltrone o a sottogoverno”.