Enna. Mancata riduzione ICI, imprese protestano

La notizia della mancata approvazione della riduzione dell’ICI da parte del Consiglio comunale di Enna ha sollevato le proteste delle imprese.

La dichiarazione di Vincenzo Pirrone – Presidente ANCE: “Il segnale lanciato da parte del Consiglio comunale riguarda la mancata riduzione dell’ICI, elevata nel 2006 in conseguenza del dissesto, è un segnale grave dell’insensibilità degli amministratori locali che nonostante il gran parlare continuano a ritenere che debbano essere le imprese a pagare il conto della crisi. Le imprese e solo loro. Non comprendere che i livelli di tassazione che ci sono sulle imprese stanno causando un danno irreparabile, perdita di occupati e asfissia di tutta l’economia provinciale”.
Continua Pirrone; “non comprendere che la riduzione degli stanziamenti a favore dei comuni non può trasformarsi in un prelievo continuo dalle tasche di imprese e cittadini è insensato, semmai si deve cercare ogni possibile fonte di contenimento dei costi. Costi che purtroppo la politica fatica a contenere perchè sottendono clientele e mantenimento di uno status quo in cui prebende varie, consigli d’amministrazione, società controllate ecc…sono strumenti di gestione del consenso e di spartizione”.

Pirrone fa presente che “sulla casa poi il prelievo fiscale è di grande freno al rilancio di un settore che a parole tutti dicono di sapere quanto sia vitale. In un momento in cui gli investimenti pubblici sono fermi, l’edilizia resta in piedi unicamente per merito dell’iniziativa privata. L’assenza di politiche di sostegno per le giovani coppie che intendono acquistare casa unita all’insensato prelievo fiscale che rende assai problematico considerare il bene casa un investimento, stanno paralizzando il settore. Occorre che si cambi registro. che ci si renda conto che occorre rifondare fin dalle radici il modo di amministrare. non è più possibile pensare che una classe dirigente pensi di mantenere per se ogni privilegio e di presentare il conto a imprese e cittadini, sotto forma di tributi locali e tasse che non sono in nessun modo collegate ad un ritorno in servizi pubblici”.