Enna. Sonni tranquilli per il castello di Lombardia
Enna-city - 25/06/2011
Enna. Esiste la volontà politica per un rilancio totale del Castello di Lombardia, il nume tutelare del capoluogo ennese?
Esiste la possibilità che il Castello di Lombardia possa tornare ad ospitare manifestazioni culturali ,così come avveniva in passato?
A queste domande possono rispondere l’amministrazione comunale per la sua parte e la Soprintendenza ai beni Culturali per la parte che le compete. Sostanzialmente, però, c’è da sottolineare che il Castello di Lombardia, uno dei monumenti più significativi della Sicilia, allo stato attuale, è sottosviluppato e sottostimato. Intanto la festa per l’Anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, che ha avuto come location proprio il Castello di Lombardia, ha dimostrato ampiamente che la struttura è nelle condizioni di ospitare manifestazioni di ogni tipo, specie nel periodo estivo, ma è necessario che tutto il Castello venga “revisionato”, migliorato, potenziato e perché no aperto ad ingresso a pagamento, anche un solo euro, in modo da avere degli incassi che possano essere investiti per migliorare la struttura. Del pagamento del biglietto si parla da decenni, ma nessuno degli amministratori comunali, forse per timore di impopolarità, ha deciso di far pagare un biglietto d’ingresso così come avviene in tutto il mondo quando si va a visitare un castello, una mostra, un museo. Lo stesso discorso si potrebbe fare anche per la visita alla Torre di Federico, anzi si potrebbe pensare ad un biglietto unico. Ogni anno il “castello” viene visitato da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, ma i visitatori si trovano davanti una struttura che avrebbe bisogno di interventi, a cominciare dalla installazione di servizi igienici all’interno del castello. La società Gal Rocca di Cerere ha provveduto, in parte, a migliorare la situazione, installando dei cartelloni, lungo un percorso prestabilito, che spiegano la storia del Castello di Lombardia, legato alla vita ed alle iniziative di Federico II di Svevia. Tutto questo non basta perché, oltre ai servizi igienici, sarebbe necessario aumentare e migliorare la ricettività, programmare delle guide, sistemare degli apparecchi video registratori, a pagamento, che consentano di ascoltare nelle varie lingue e conoscere la storia del castello, ma anche del capoluogo ennese, della vicina Rocca di Cerere, pulire tutto l’interno ed incominciare a pensare a delle manifestazioni nel periodo estivo. “Ad Enna …d’estate” era uno slogan di qualche anno fa con un programma abbastanza significativo che interessava non solo il Castello, ma anche altri quartieri della città.Il Castello però dovrebbe essere in cima ai pensieri dell’amministrazione comunale, magari chiedendo la collaborazione della Provincia regionale per poter consentire al Castello di diventare il punto di riferimento della cultura ennese.