Piazza Armerina. Definitivamente condannato: pregiudicato arrestato per estorsione, ricettazione oggetti rubati e carte d’identità

Piazza Armerina. Arrestato – in esecuzione del provvedimento emanato dalla Procura della Repubblica di Enna – a carico di un pregiudicato armerino – con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio – S. G., classe 1950, per scontare la pena conseguente a due condanne, per essere stato riconosciuto, in concorso con altri, colpevole dei reati di tentata estorsione, ricettazione di oggetti rubati, ricettazione di carte d’identità rubate ed altri documenti contraffatti, con contestazione della recidiva, da espiare in carcere per complessivi anni 2 e giorni 14.
Infatti, il pregiudicato, in passato, nel 2001, si rese responsabile del reato di tentata estorsione e ricettazione in concorso, ai danni di una coppia, nonché – nel corso dell’intervento e della perquisizione nell’ufficio pubblico del Comune di Piazza Armerina, presso cui lavorava – per avere detenuto nel cassetto della sua scrivania carte d’identità in bianco oggetto di furto, nonché buste paga ed altri documenti contraffati.
In particolare, nella notte della festività di capodanno del 2001, una coppia di coniugi subiva un furto presso la propria abitazione, sita in una contrada armerina, in cui venivano loro trafugati valori ed oggetti preziosi per circa 200.000.000 di Lire. I coniugi, successivamente, venivano fatti oggetto di richieste estorsive da parte dell’arrestato, che, in concorso con gli autori del furto, li minacciava a corrispondere la somma di 7.000.000 di Lire, per riavere nuovamente i loro beni illecitamente sottratti.
Rivoltisi ai poliziotti armerini, le vittime raccontavano quanto loro accaduto. E così gli agenti armerini – all’epoca diretti dal Vice Questore Aggiunto, dott. Giovanni Cuciti – riuscivano ad inchiodare alle sue responsabilità l’indagato, nonché gli altri sodali, attraverso intercettazioni ed altri accertamenti.
Nell’occasione, l’attività degli investigatori armerini, positivamente valutata dall’Autorità Giudiziaria, determinava l’emissione di una misura cautelare a carico del S.G.. E proprio durante l’esecuzione di tale misura, nel corso della perquisizione operata nell’ufficio pubblico ove prestava servizio l’odierno arrestato, venivano rinvenute carte d’identità in bianco oggetto di furto, nonché buste paga ed altri documenti contraffati, che cristallizzavano la propensione a delinquere del soggetto, oltre ad aumentare il novero delle responsabilità penali.
In seguito alle condanne inflitte dalla Corte d’Appello di Caltanissetta, divenute definitive, il pregiudicato diveniva destinatario del provvedimento della Procura della Repubblica di Enna, che ordinava l’esecuzione della pena. Gli investigatori armerini, dunque, eseguito il provvedimento, associavano il pregiudicato armerino alla Casa Circondariale di Enna, per scontare la pena di anni 2 e giorni 14, conseguente alle condanne inflitte.