Enna, sciopero dei fonoregistratori, bloccati i processi

Enna. I processi presso il tribunale sono bloccati dallo sciopero dei fonoregistratori del distretto. Presso il tribunale di Enna operano tre ragazze della “Meeting Sud”, che hanno deciso di scendere in sciopero al pari dei loro colleghi del distretto di Caltanissetta, perché sono senza stipendio da diversi mesi, addirittura il mancato pagamento risale allo scorso gennaio. Di fatto dal 24 maggio si celebrano solo i processi penali con imputati detenuti, perché il personale delle registrazione è tenuto a garantirli, ma quelli in cui l’istruttoria s’è già conclusa o dove si tratta di acquisire testimonianze, quindi procedure non particolarmente complesse, non vengono effettuate. Già sono stati rinviati al prossimo autunno circa 500 processi penali, ma è anche vero che si rischia su alcuni che arrivi la prescrizione. Lo stato di agitazione non riguarda solo Enna, ma anche gli altri tribunali del distretto. “La verità – dice un operatrice del tribunale – è che non gliene frega niente a nessuno di far funzionare la giustizia a Enna. Se anziché in Sicilia fossimo al Nord, la questione si sarebbe già risolta da mesi”. Il Ministero di Grazia e Giustizia non paga ed ovviamente questo mette in difficoltà questi lavoratori che hanno un compito importante come le trascrizioni, ma anche gli altri utenti della giustizia si trovano in difficoltà, quindi anche le vittime e quegli imputati che si ritengono essere innocenti. Le tre giovani che operano ad Enna sono spesso costrette a turni insostenibili, perché di fatto l’orario è un optional; ci sono processi che possono durare un’ora ma anche giornate intere, eppure i ritardi nel pagamento dei compensi è abissale. Arrivano da parte di tutti gli arrestati di stima e di solidarietà per l’alta professionalità , ma questo non significa niente perché c’è da vivere, da portare lo stipendio alla famiglia che ne ha di bisogno. Il presidente del tribunale David Salvucci ha sollecitato continuamente il comparto del Ministero di Grazia e Giustizia che emette i mandati. Intanto nasce un altro caso, cioè i ritardi avrebbe provocato ritardi nel deposito delle precedenti trascrizioni. Si tratta di deposizioni regolarmente registrate, che magari riguardano processi che andrebbero tranquillamente verso la requisitoria del pm e la sentenza,ma siccome non sono state trascritte in tempo, la conseguenza è che non sono state messe a disposizione delle parti. La questione delle “trascrizioni” ha spinto il presidente Salvucci ad inoltrare al procuratore capo Calogero Ferretti la segnalazione.