Enna. Incidente mortale Acciaro, rinvio a giudizio per omicidio colposo

Enna. E’ stato rinviato a giudizio per omicidio colposo l’insegnante Antonio Ferrarello, che tre anni fa, esattamente il 10 ottobre del 2008, fu protagonista con la Alfa 156 dal drammatico incidente mortale, avvenuto in via delle Olimpiadi a Enna Bassa, davanti la facoltà di Ingegneria Ambientale. In quell’occasione perse la vita Giuseppe Acciaro studente ennese di 19 anni. Il Gup David Salvucci ha ordinato il processo nei confronti dell’insegnate, che si trovava alla guida dell’Alfa 156 , contro cui andò ad urtare con violenza la moto su cui era salito, senza casco, Giuseppe. Secondo l’accusa Antonio Ferrarello avrebbe provocato l’impatto tra auto e moto ed quell’impatto Giuseppe decedette dopo esser stato con violenza scaraventato a terra . Antonio Ferrarello, difeso dall’avvocato Giuseppe Gioia, sarà processato a partire da gennaio con giudice monocratico Elisabetta Mazza. I familiari della vittima, che sicuramente si costituiranno parte civile, vengono assistiti dagli avvocati Piero Patti e Francesco Costantino. In aula sarà presente anche l’assicurazione per la responsabilità civile di Antonio Ferrarello, che sarà assistita dall’avvocato Gaetano Cantaro. L’imputato è accusato, in concorso con il minorenne C.M. , che è l’amico di Giuseppe, che gli prestò la moto Cagiva Mito, (ma per il giovane ennese procederà la Procura del Tribunale minorile di Caltanissetta) , di aver provocato la morte del povero Giuseppe per “negligenza, imprudenza e imperizia”. Per l’accusa Ferrarello avrebbe svoltato a sinistra senza dare la precedenza alla moto, che procedeva in senso inverso, eseguendo la manovra di svolta in prossimità del centro dell’intersezione. Un incidente mortale, che buttò nella disperazione i familiari, i tanti amici perché Giuseppe era molto conosciuto per il suo carattere solare, per la sua attività sportiva, visto che era un bravo nuotatore. Si era fatto prestare la moto per fare un giro breve , ecco perché era salito senza casco, ma all’altezza di via delle Olimpiadi, proprio nel bivio che porta verso la facoltà di Psicologia dell’università Kore la Moto, che procedeva in direzione di contrada Ferrante,andava ad urtare con violenza l’Alfa 156, che proveniva dal senso opposto e che stava svoltando a sinistra per andare verso l’Istituto tecnico commerciale, e quindi, secondo l’accusa non avrebbe dato la precedenza alla moto. Per quanto riguarda l’amico di Giuseppe, C.M. , 17 anni, la Procura minorile di Caltanissetta gli ha contestato l’accusa di omicidio colposo. Per quest’accusa, il Pm aveva chiesto il rinvio a giudizio ma il legale di C.M., l’avvocato Mauro Di Natale, ha chiesto e ottenuto la “messa alla prova”, un istituto previsto dal diritto penale minorile che consente di cancellare il reato dopo un percorso riabilitativo. Il percorso di “prova” è ancora in corso e se tutto proseguirà come previsto, il reato sarà estinto.