venerdì , Maggio 7 2021

Enna: Città in festa per la Madonna di Valverde

La storia lasciata dagli antenati ennesi ha tramandato fino ad oggi notizie alquanto interessanti sulla festività in onore della Madonna di Valverde il cui inizio è da collocare alla nascita del cristianesimo ad Enna. È, infatti, dove oggi si erge il Santuario di Valverde che è nata la religione cattolica ad Enna in sostituzione del paganesimo.
Era il 300 dopo Cristo quando alle spalle di Valverde, in una zona chiamata “Fuddaturi”, gli abitanti delle grotte per vivere lavoravano la terra, professavano la religione pagana e molto diffuso era il culto della dea Cerere, protettrice dell’agricoltura. Per rimuovere il culto pagano, in quel periodo venne a Enna, a predicare il Vangelo San Pancrazio che trovò rifugio nelle grotte fra i popolani; si dice che quello fosse un periodo di siccità tale da gettare gli ennesi nella disperazione. I sacerdoti di Cerere esortavano il popolo al sacrificio di alcune vergini alla dea Cerere affinché mandasse in cambio la pioggia, un invito accolto dalla gente, ma evitato in tempo dall’intervento di San Pancrazio che, dove oggi sorge il Santuario di Valverde, fermò il braccio sacrilego del sacerdote, evitando l’eccidio di giovani donne vestite di bianco. A questo episodio ha fatto riferimento ieri mattina mons. Francesco Petralia nell’omelia della messa delle Verginelle spiegandone il grande valore che oggi esse hanno all’interno dei festeggiamenti in onore della Madonna. Un concetto già ribadito dal rettore della confraternita, Mario Cascio: “Le Verginelle sono un pezzo della nostra storia, oggi hanno un ruolo di privilegio e partecipano ad una messa d’adorazione alla Madonna”.
Torniamo alla nascita del cristianesimo e a San Pancrazio, che, piegatosi in ginocchio, rivolse lo sguardo al cielo ed invocò la pioggia che miracolosamente cadde sui terreni aridi. La gente commossa si unì in preghiera al Santo e si votò alla Vergine Santissima, mentre i sacerdoti pagani vennero scacciati, e la statua della dea Cerere venne arsa. Per mantenere vivo il culto della Madonna venne poi costituita una Collegiata composta dai procuratori e dalla Confraternita che si fregia dello stemma della città. L’attuale statua della Madonna, invece risale al VII secolo e ci sono stati almeno due eventi che ne hanno messo a rischio la sopravvivenza. Il primo nella notte dei festeggiamenti del 1853 quando un incendio distrusse la chiesa, ma salvò miracolosamente la statua; il secondo il 13 luglio del 1943 quando una bomba distrusse il Santuario, tranne la statua. Per la sua storia e per le emozioni che la Madonna di Valverde – patrona del popolo ennese fino al 1412 – riesce a trasmettere agli ennesi, questa festa è considerata tra le più sentite e lo dimostrano le presenze giornaliere durante il mese d’agosto. Un segnale a chi considera questa come una festa di quartiere, ma che si dimostra capace di muovere migliaia di fedeli, non ultimo in questi ultimi giorni di festa. Un vero movimento di persone che si è incentrato soprattutto venerdì, con la I Sagra delle arancine – con oltre tre mila persone – e ieri sera con la messa della vigilia ed i Vespri solenni.

Tutti i festeggiamenti in onore della Madonna di Valverde sono organizzati con grande sacrifici dall’omonima confraternita oggi guidata dal rettore Mario Cascio. Fondata nel 1799 e ricostituita nel 1935, oggi accoglie oltre duecento confrati, molti dei quali giovani. Ed in un periodo in cui le tentazioni, a volte, sono forti, non è facile trovare esempi di una forte devozione confraternale, ma soprattutto alla Vergine Santa. Devozioni che in alcuni casi si tramandano da padre in figlio e che coinvolgono anche tre generazioni, un record, ad esempio, raggiunto quest’anno nella confraternita Maria Santissima di Valverde.
Domenica scorsa infatti, in occasione della solenne esposizione del simulacro della Madonna, per la prima volta ha indossato i vestiti da confrate – ad un anno ed otto mesi – il piccolo Daniel Savoca. Prima di lui erano arrivati, qualche decennio fa, nella confraternita il nonno Mario Savoca e papà Natalino, attuale vice rettore della confraternita. Una devozione di famiglia visto che, a far parte della confraternita sin da bambini, ci sono anche gli zii del piccolo Daniel che nel suo primo giorno da confrate ha catalizzato le attenzioni di tutti ed ha partecipato attivamente all’appuntamento della solenne esposizione dimostrando fin da subito devozione ed attaccamento, ma anche tanta curiosità nei riti che hanno preceduto l’esposizione della Madonna e l’intera celebrazione che ha visto tutti i confrati più grandi traslare il simulacro dalla cappella all’altare.
“Era mio desiderio trasmettere la devozione alla Madonna di Valverde e l’amore verso la Vergine Santa iscrivendo mio figlio nella confraternita” ha spiegato Natalino Savoca motivando così la scelta di iscrivere il figlio Daniel già in tenera età: “Per me è motivo d’orgoglio trasmettere a mio figlio i valori della vita confraternale”. La confraternita di Valverde può contare su un buon numero di giovani che, guidati dai confrati più anziani, ogni giorno partecipano attivamente alle attività che si susseguono in occasione dei festeggiamenti, dimostrando il loro interesse anche durante l’intero anno.

Nel pomeriggio appuntamento con la processione con il simulacro della Madonna di Valverde che, partendo alle 18 dal Santuario, si recherà al Duomo attraversando le vie Valverde, Candrilli e Roma. Al Duomo verrà celebrata la messa al termine della quale riprenderà la processione che arriverà in piazza San Tommaso per poi ritornare a Valverde; a conclusione della processione il fuochi d’artificio e lo spettacolo musicale di Roberto Cohiba e la sua band.