venerdì , Marzo 5 2021

Regalbuto e Nicosia tra i primi 50 Comuni italiani dell’eolico

Regalbuto e Nicosia sono tra i primi 50 Comuni italiani dell’eolico. L’abbiamo letto nell’edizione di quest’anno del rapporto “Comuni rinnovabili 2011”, che Legambiente pubblica ogni anno dal 2006 per descrivere la diffusione sul territorio nazionale degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Sono 374 i Comuni italiani nel cui territorio sono installati impianti eolici. E’ grande la taglia degli impianti eolici installati a Regalbuto (50 MW) e Nicosia (46,8 MW). Gran parte di questi 374 impianti eolici è concentrata nelle regioni meridionali: Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia. I Comuni dell’eolico, che il Rapporto definisce autosufficienti dal punto di vista elettrico, sono 231. In questi comuni, gli impianti eolici producono più energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti. Sul territorio provinciale sono stati installati anche impianti di produzione di energia elettrica da altre fonti rinnovabili (fotovoltaico, biomasse, idroelettrico e geotermico), ma i Comuni dell’Ennese non compaiono tra i primi Comuni rinnovabili nell’anno 2011. E’ molto probabile che altri impianti eolici di grande o media taglia, in futuro, non ne verranno installati sul territorio provinciale. Le richieste di autorizzazione presentate all’assessorato regionale all’energia sono di impianti fotovoltaici e, in misura minore, di impianti di produzione di energia elettrica e termica da biomasse di origine vegetale. Il rapporto di Legambiente segnala il lieve calo nell’installazione di impianti eolici sull’intero territorio nazionale nel 2010 rispetto agli anni precedenti. Rispetto agli impianti di produzione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili, gli impianti eolici modificano una serie di fattori ambientali. La modifica più evidente è l’impatto visivo. Un esteso parco eolico altera il paesaggio anche se si adottano i più efficaci accorgimenti per minimizzarne gli effetti indesiderati. E’ molto probabile che sia questa la ragione principale che abbia bloccato l’installazione di altri impianti eolici. Ci sono altri aspetti di minore importanza che hanno influito: l’impatto acustico, i disturbi elettromagnetici che riguardano le onde radio, e le interazioni con l’avifauna stanziale e migratoria. Il rumore di fondo e gli effetti elettromagnetici degli aerogeneratori sono limitati però solo alle zone immediatamente vicine al parco eolico.

Silvano Privitera