mercoledì , Gennaio 27 2021

“Futuro e Libertà per l’Italia” fa il pieno di firme su Porcellum a Villarosa

Villarosa. Domenica sono stati più di duecento i villarosani che hanno voluto dire no all’attuale sistema elettorale, apponendo la propria firma sui moduli di raccolta. Ad organizzare un gazebo, in corso Garibaldi, è stato “Futuro e Libertà per l’Italia” che ha raccolto le firme a sostegno della proposta di referendum popolare per l’abolizione della legge elettorale denominata “Porcellum”. Forte e deciso è stato l’appoggio dell’assessore alla Cultura Giovanni Turrisi, del consigliere comunale Angelo Calabrese e del responsabile di sezione Salvatore Calì, i quali si sono mobilitati a favore di questa raccolta firme dimostrando ancora una volta la propria sensibilità nei confronti di tematiche serie, non effettuando a differenza di molti una mera politica demagogica, ma mobilitandosi in prima linea per questa giusta causa. “L’iniziativa ha ottenuto un risultato eccezionale ed è servita – hanno spiegato i tre esponenti politici locali- anche per avvicinare e ridare voce ai cittadini che sono stati privati di scegliere chi deve rappresentarli in Parlamento attraverso una chiara manifestazione di volontà. Riteniamo prioritario – hanno sottolineato Turrisi, Calabrese e Calì – restituire agli italiani la possibilità di poter scegliere i propri rappresentanti al Parlamento nazionale. In questo senso rappresenta un fattore determinante cancellare l’attuale legge “porcata’ che, attraverso l’antidemocratico criterio della nomina, ha permesso di attribuire a perfetti sconosciuti e a soggetti intenti a perseguire esclusivamente i propri interessi e quelli del proprio capo partito la carica di deputato e senatore”. Ecco perchè – aggiungono – con i nostri attivisti siamo stati e saremo presenti sino al 30 settembre con banchetti e postazioni fisse in tutta la provincia per contribuire a raggiungere l’obiettivo delle 500mila firme, abbondantemente superate secondo le ultime notizie, necessarie per rendere valida la proposta referendaria”.

Pietro Lisacchi