sabato , Luglio 31 2021

Agira, padre Screpis si è insediato all’Abbazia

Agira. “Ricordati che sei qui per Gesù!”. E’ stato semplice ma esaustivo il messaggio che monsignor Salvatore Muratore ha rivolto a padre Alessandro Screpis poco prima della messa che ha sancito la presa di possesso dell’Abbazia da parte del giovane sacerdote di origine assorina. Quando il pastore della diocesi ha pronunciato queste parole i due erano inginocchiati nella saletta del santissimo sacramento e Padre Alessandro aveva già raccolto il primo caldo applauso dai circa mille fedeli presenti, tra i quali tanti assorini provenienti dalla parrocchia di san Leone, che è stata “sua” per dieci anni, ma anche dalla piccola frazione di San Giorgio che lo ha visto crescere.
Durante la celebrazione il neo parroco ha rinnovato le promesse sacerdotali con la professione di fede ed il giuramento di fedeltà al magistero del vescovo e della chiesa universale ed ha ringraziato monsignor Muratore per la scelta: “L’ho vista – ha affermato – come un supplemento di grazia alla mia vocazione sacerdotale”.
I suoi ringraziamenti sono stati rivolti anche ai presenti, in particolare a padre Carmelo Valvo che lo avviò alla fede, alla sua famiglia, ai fedeli assorini e ai suoi concittadini. Il ruolo del parroco nella chiesa è stato al centro della sua omelia, concisa, efficace e come sempre vissuta sotto l’altare, in mezzo alla gente: “il parroco – ha detto – deve essere uomo della parola, uomo della preghiera, uomo della misericordia di Dio e uomo della Comunione”. Poche parole per far capire che ha bene in mente qual è la sua missione al di là delle indicazioni programmatiche che emergeranno dal nuovo piano pastorale diocesano 2011-12 che sarà presentato il 30 settembre a Nicosia. Ma padre Alessandro ha le idee chiare anche sul ruolo che deve avere la parrocchia: “Come diceva Giovanni XXIII –dichiara- la parrocchia deve essere la fontana del villaggio ma io la definirei anche famiglia di famiglie. Tutti devono sentirsi fortemente ancorati ad essa, anche i non credenti. E la parrocchia a sua volta deve ancorarsi al territorio rispondendo ad esigenze non solo spirituali ma anche sociali e di crescita umana”. Il giovane prelato punta molto soprattutto sull’evangelizzazione: “in parrocchia ci deve essere una missione permanente”. Alla cerimonia di accoglienza hanno partecipato anche Salvatore Minuto, che ha sostituito don Screpis ad Assoro ed i sacerdoti delle tre parrocchie principali del paese. Presenti anche i rappresentati dei gruppi parrocchiali dell’Abbazia.

Luca Capuano