Enna. II° giorno per gli artisti del Simposio nazionale di scultura: Leonardo Cumbo

Enna. La polvere e il suono degli strumenti al 2° giorno del Simposio nazionale di scultura con Leonardo Cumbo di Caltanissetta, la cui opera sarà collocata nel comune di Villarosa.
Il suo progetto rappresenta una forza che sostiene e che ci esorta a continuare la nostra missione,quella cioè di essere uniti sotto la stessa bandiera, in una comunione di intenti, perché noi siamo la mano che dà, ma c’è una mano che mette nella nostra mano quello che noi diamo. Quindi, noi siamo qui per dare e se non siamo tutti a mettere la mano nella mano, purtroppo possiamo dare poco.
Dunque un linguaggio visivo quello di Cumbo che, ad un linguaggio sonoro o ad un linguaggio del movimento, inteso come organizzazione di segni gestuali o motori o corporei,comunica la sua tematica legata all’unità con questa forma di comunicazione a riferimento all’espressione spontanea dell’emozione e dell’affettività e che è un sistema in gran parte inconscio. Esso consiste in un complesso di regolazioni riflesse e automatiche del tono muscolare, dell’atteggiamento posturale, della mimica e del gesto, della distanza personale e dell’uso dello spazio circostante e così via.
Le due mani infatti oltre a stringersi a guisa di saluto,tengono stretta la bandiera che s’infiltra tra le dita e si sfrangia nella parte terminale. La posizione contrapposta indica il nord e il sud ,regioni distanti ma legate da un grande gesto e da un unico elemento. Il monolite rappresenta l’identità di un popolo,quello italiano,che con sacrificio e perdite di vite umane ha lottato affinchè tutte le regioni seppur serbando le loro identità fossero un insieme.
L’artista però teme e lo mostra nello sfrangersi del tessuto che l’uomo di oggi sia distratto da ben altro e che il senso della Patria possa non essere al centro dell’interesse comune.

Luisa Gardali