Pdl Enna propone costituzione osservatorio su lavoro nero
Enna-Provincia - 06/10/2011
Alla Calabria, seguita da Sicilia e Puglia, spetta il primato del lavoro nero e di quello sommerso. Nella classifica delle province, la maglia nera del tasso di sommerso spetta anche a Enna che si piazza al quarto posto, preceduta da Crotone, Vibo Valentia e Cosenza, e seguita da Brindisi, Caltanissetta, Reggio Calabria, Trapani, Nuoro e Catanzaro. A dare l’allarme un anno fa è stato il Centro studi della Confartigianato che sottolineò come queste province sono le «aree dove più forte è stato l’incremento della quota degli adulti usciti dal mercato del lavoro, indicatore principe questo della presenza del sommerso».
Intanto, sui recenti e dolorosi fatti di cronaca di Barletta interviene il consigliere provinciale del Pdl Salvo La Porta che dichiara: «Le tragedie annunciate, sono innumerevoli un po’ in tutto il territorio nazionale, anche perché la nostra misera economia deve fare i conti con un modo di essere e di pensare “orientale”, che tiene scarsissimo conto della dignità della persona. E’ il fallimento di una economia globalizzata che ha distrutto anni e anni di battaglie sindacali a difesa dei diritti e della dignità dei lavoratori e in particolare delle lavoratrici. Le tragedie, quando sono annunciate, sembra non debbano verificarsi mai. Tuttavia, come ci dimostrano i tragici fatti di Barletta, puntualmente si presentano, sconvolgendo la vita di molte famiglie e di intere comunità. Non è la prima volta che in maniera lodevole, sindacati e uffici competenti si sono interessati del gravissimo problema del lavoro nero nella nostra provincia».
«Al di là della enunciazione del problema – prosegue il consigliere del Pdl – appare ormai inevitabile che la Provincia si faccia interprete delle serie preoccupazioni che affliggono lavoratrici e lavoratori, costretti a svolgere, a volte, attività estremamente pericolose e promuova un osservatorio permanente che sotto gli auspici della prefettura coinvolga sindacati, associazioni di categoria e quanto rimane dell’associazione degli industriali. E’ vero che si può soltanto contare su dati estremamente parziali che potrebbero camuffare una realtà sommersa, che facilmente sfoci in lutti e tragedie».
Giacomo Lisacchi