Enna. DecaIronman: intervista a Vincenzo Catalano

Enna. Vincenzo Catalano, 42 anni, è stato concorrente ed organizzatore della prova mondiale del decaIronman (dieci giorni di gare) che si è svolta ad Enna, utilizzando la piscina coperta di Enna bassa ed il circuito automobilistico di Pergusa. Una manifestazione che ha visto il successo del danese Kim Greisen e la dura selezione visto che dei 19 partecipanti, provenienti da tutto il mondo, soltanto in 9 sono riusciti a centrare il percorso completo, vale a dire le dieci giornate di gare con 38 chilometri a nuoto, m 1800 in bicletta e 420 chilometri di corsa. Manifestazione organizzata benissimo con la collaborazione del Triathlon di Enna, del Comune e dell’Università Kore. “Ho perso il ritmo di gara,purtroppo, al quarto giorno, e da lì non sono più riuscito a trovarlo – esordisce Vincenzo Catalano – il quarto giorno, lunedì 3 ottobre, abbiamo finito, insieme a Paolo Della Patrona alle 4 di mattina e da lì è iniziata un’altra gara per me. Paolo si è fermato, ma io ho proseguito solo che essendo andato a dormire così tardi ho nuotato alla mattina alle 7,30 come da programma, ma poi sono andato a dormire svegliandomi non prima di mezzogiorno”.
Il suo Decaironman dunque è stato diverso dagli altri perché Vincenzo faceva bici, corsa e nuoto, dormendo dopo la piscina. “Sono soddisfatto – prosegue Catalano – si sono ritirati tanti atleti e quindi alla luce di questo sono contento di essere fra quelli che hanno finito, soprattutto perché per me era più difficile, a livello mentale, perché correvo da solo. L’obiettivo era di finirlo e quindi ne sono contento, anche perché è stato un decaironman durissimo, sicuramente il più difficile, soprattutto a livello di clima con pioggia, vento e grandine”.

Chi ti ha sorpreso di più?
“Sicuramente Andrea Di Giorgio, è andato molto bene e all’inizio non ci avrei scommesso. Ha sempre corso ed ha anche sempre pedalato regolarmente e bene. Non conoscevo il francese, Delhaye, ma devo dire che è stato molto bravo”.

E del ritiro di Kari Martens che ne pensi?
“Kari ha fatto il possibile per arrivare in fondo ma lui ha questo problema del mal di schiena molto serio che a volte lo “inchioda”.

E lo spagnolo, Lopez, che impressione ti ha fatto, così veloce nel nuoto?
“Lopez è partito forse troppo forte, ma più che un uomo di Ironman lui è un nuotatore fortissimo ”.

La vittoria di Kim Greisen ti ha sorpreso?
“Conosco Kim e pensavo fin dall’inizio che vincesse lui. Aveva già fatto un deca in passato ma si era gestito male andando troppo veloce nei tre giorni d’inizio. Qui invece è stato diverso, i primi giorni abbiamo girato insieme in bicicletta ed abbiamo avuto modo di parlare molto: è partito tranquillo e poi ha accelerato sul finale.

E’ stato davvero bravo!
” Hermann Steinacher, l’austriaco accompagnato da mamma Heidi mi ha sorpreso, lo ammetto. Non me lo aspettavo così bravo. Ha una bellissima bici e va molto forte e regolare: non va molto bene nella corsa perché è un pò appesantito, non è longilineo, però è stato bravissimo.

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redazione-vivienna