Affogò la figlia dodicenne disabile, biologo di Caltanissetta si costituisce alla Squadra Mobile di Enna

Enna. Ha deciso di costituirsi agli agenti della Squadra mobile ennese Sergio Raimondo Testaquadra, 49 anni, biologo nisseno che, nel febbraio del 2004, uccise la propria figlioletta disabile, Marianne di 12 anni, buttandola nel mare di Realmonte. Subito dopo gli agenti lo hanno trasferito nella casa circondariale di Enna perché Sergio Raimondo Testaquadra dovrà scontare un residuo di pena di 5 anni, 11 mesi e 19 giorni. Per seguire tutti i procedimenti previsti dalla legge a seguito della condanna sono stati gli uomini della squadra mobile di Caltanissetta, che hanno chiesto ed ottenuto di utilizzare gli uffici della Questura di Enna. Gli agenti hanno eseguito le procedure dovute a seguito della sentenza dei giudici della Cassazione, su mandato del Pg d’appello di Palermo. Sergio Raimondo Testaquadra si è presentato spontaneamente agli agenti della squadra Mobile ennese in compagnia della moglie. Il biologo nisseno uccise la figlia annegandola nel mare di Realmente e spiegò questo suo insano gesto perché condizionato psicologicamente dalla disabilità della sua piccola Marianne. Dopo averla affogata, Raimondo ritornò in macchina verso Caltanissetta con il corpo senza vita della bambina, poi riferì che, durante il tragitto aveva cercato di togliersi la vita buttandosi da un viadotto, poi desistette perché non ha avuto il coraggio di farlo; giunto a casa ritentò nuovamente il suicidio, tagliandosi le vene ed ingerendo un insetticida. E’ stata la moglie ad attivarsi avvertendo tempestivamente la polizia, salvandogli la vita. La sentenza d’appello aveva confermato la condanna al biologo di primo grado a 12 anni di reclusione, ma la sentenza era stata annullata dalla Suprema Corte, intimando ai giudici di riconoscere all’imputato la seminfermità mentale e la pena fu ridotta a 10 anni ore nel deve scontare meno di sei anni.