mercoledì , Gennaio 27 2021

Pietraperzia. Polìtes: Problema sicurezza, ma non solo…

“Pietraperzia a prima vista si presenta come un paese tranquillo, con innumerevoli problemi, soprattutto di carattere economico, ma sostanzialmente pacifico dato che ci conosciamo più o meno tutti” così inizia una lunga lettera di Polìtes è un gruppo formato da alcuni giovani pietrini che si impegnano attivamente per tentare di risollevare le sorti del loro paese.
per testimoniare il disastroso stato in cui versa Pietraperzia hanno scritto una lettera all’Amministrazione comunale, alla Provincia regionale ed all’ASP di Enna, e (n.d.r: inaspettatamente) anche al Comando dei Carabinbieri locali ed al Comando provinciale.
“Tutti noi siamo a conoscenza che si tenta di convivere con il problema “tanto”, pensa ognuno di noi, “a me non interessa” – affermano i giovani – la situazione ultimamente sembra però essere peggiorata; infatti numerosi sono stati negli ultimi mesi, gli episodi che hanno portato a pensare e riflettere sul problema della sicurezza in un piccolo centro. Si parla degli incendi che hanno colpito diverse attività commerciali, ma anche di atti di vandalismo ed inciviltà che ormai a Pietraperzia si vivono come normalità.
In un’epoca quale quella moderna però innumerevoli sono gli strumenti che ci sono messi a disposizione per individuare i responsabili dei reati e degli atti di intimidazione e vandalismo, compiuti in pieno centro anche se in orari notturni. Primo fra tutti un sistema efficiente di videosorveglianza di cui Pietraperzia dovrebbe essere dotata ma che, ogni volta che capita un fatto di una qualche gravità, sembra non funzionare e diverse sono le scuse che di volta in volta vengono addotte.
Per cui chiede che si faccia chiarezza una volta per tutte su alcuni punti oscuri che riguardano questa vicenda:
• Funzionano o no le telecamere installate nelle diverse zone del paese?
• Se funzionano, qual è il tempo di registrazione e perché si è detto, quando ce n’è stato bisogno, che invece non funzionavano?
• Se invece non funzionano, di chi è la responsabilità e cosa aspetta il Comune a farle funzionare?
• Chi è responsabile della manutenzione del servizio di video sorveglianza?
• Perché non dotare anche le poche vie d’accesso al paese con delle telecamere, come pure alcuni punti sensibili come il Vallone di Calò e il centro di deposito rifiuti speciali?
A proposito di quest’ultimo punto, si tiene a sottolineare che la situazione di degrado in cui versa il territorio è andata via via peggiorando, come dimostrano le immagini scattate domenica scorsa e visibili sulla pagina facebook di Polìtes.
In particolare si denuncia che un luogo, il Vallone di Calò, che dovrebbe essere un vanto per la nostra comunità, date le bellezze naturali e paesaggistiche che esprime, risulta a dir poco invaso da rifiuti di ogni genere che rappresentano un pericolo anche per la salute dei cittadini, dato che sono certamente inquinanti e cancerogeni.
Dato che le autorità competenti nulla hanno fatto finora, neppure dopo le numerose segnalazioni fatte non solo da Polìtes ma anche dalle forze dell’ordine, Polìtes si impegna a portare avanti una lotta per la bonifica di questo luogo.
Per questo la lettera viene inviata alla Provincia ed all’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna.
Altro aspetto all’attenzione dell’amministrazione, la sicurezza legata alla ordinaria manutenzione e pulizia di gradette, tombini, canalette di scolo delle acque e tutto quanto connesso a garantire che anche in presenza di forti precipitazioni la cittadinanza possa sentirsi al sicuro per le strade, come in casa propria. Da quanto tempo non si affrontano tali questioni?
Si tratta di un problema da non sottovalutare e che si manifesta in tutta la sua potenziale pericolosità in un punto preciso del territorio. Il ponte che collega alle Rocche è stato e continua ad essere un luogo comodo dove scaricare materiale di risulta e rifiuti vari, che nel tempo si sono accumulati e oggi ostruiscono totalmente la parte sottostante del ponticello. È vero che li oggi scorre poca acqua ma, come dimostrano gli episodi di Giampilieri, Genova e in questi giorni nuovamente il Messinese, la natura è imprevedibile e le situazioni ambientali possono mutare da un giorno all’altro.
Crediamo sia quindi doveroso far sgomberare quell’area dai rifiuti per la sicurezza di tutti. Subito!!!
Altra questione all’amministrazione: Che fine hanno fatto i soldi da rimborsare alla cittadinanza per le spese sostenute per l’allaccio al metano, che sono arrivati a Pietraperzia ma di cui si sono perse le tracce?
Per ultimo alcune segnalazioni fatte dai cittadini, a proposito dei pericoli che possono scaturire dall’alta velocità con cui, ormai abitualmente, vengono percorsi alcuni tratti del paese. In particolare le due arterie principali di accesso, la strada statale che si immette in viale Marconi, alla fine della quale inizia il centro abitato e che viene invece percorsa da utti ad una velocità troppo elevata, con il rischio di travolgere i pedoni che attraversano la carreggiata. E’ opportuno prendere degli accorgimenti prima che qualcuno possa farsi del male, magari installando delle cunette che facciano rallentare forzatamente e indicando chiaramente l’inizio del centro abitato. Altro luogo critico è diventato l’incrocio della Santa Croce, in prossimità del quale, con i semafori non funzionanti, i mezzi che provengono dal Viale della Pace mantengono alte velocità, forti della precedenza, rischiando di causare incidenti con altre autovetture e soprattutto di investire i passanti (si segnala che di recente un cittadino per evitare di essere messo sotto, è indietreggiato bruscamente inciampando e sbattendo la testa). Anche qui è il caso di intervenire ripristinando i semafori o mettendo degli ostacoli artificiali (dato che le buche nell’asfalto, causate dalla mancata manutenzione, aiutano ma non risolvono il problema) che facciano diminuire la velocità”.