“Nun te regghe più” anche a Calascibetta raccolta di firme

Calascibetta. L’iniziativa, che si contrappone al potere dei partiti politici, si chiama “Nun te regghe più”. Promossa da un gruppo di giovani, tramite il social network facebook, si prefigge di eliminare non solo i privilegi dei politici, ma anche quelli della classe dirigenziale. Così è partita da diversi giorni una raccolta di firme in tutto il territorio nazionale con la partecipazione di oltre 200 comuni. In provincia di Enna, oltre a Piazza Armerina, da qualche giorno sta aderendo anche quello di Calascibetta, grazie all’interessamento di Claudio Cardillo, giovane che si batte anche contro le storture che, purtroppo, la nostra società ci riserva. La raccolta di firme, per il centro xibetano, è già possibile effettuarla recandosi presso l’ufficio Elettorale comunale, diretto dalla dottoressa Rita Daniele, durante i normali orari di ufficio ( da lunedì al venerdì nelle ore del mattino, mentre il martedì e il giovedì anche durante le ore pomeridiane).
“A fronte della grave crisi economico-finanziaria che sta attanagliando l’Europa e in particolar modo l’Italia, Paese dove il tasso di disoccupazione ha raggiunto limiti intollerabili, apprendere dai mass-media che alcuni Senatori e Deputati sarebbero disposti anche a dimettersi pur di non vedere compromessi i loro vitalizi, si rimane profondamente amareggiati pensando ai lavoratori del settore automobilistico di Termini Imerese rimasti, proprio in questi giorni, senza lavoro, e quindi, senza nessuna futura prospettiva”.
Ma quella dei vitalizi è solo l’ultima trovata dei nostri governanti nazionali, fotografati anche a dormire sugli scranni di Montecitorio. La proposta di legge in sintesi dice che sia l’intera classe politica italiana sia i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica non debbano percepire, a titolo di emolumenti, stipendi e indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto nell’Unione Europea, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri paesi dell’Unione Europea per incarichi equivalenti. Le firme contro la “casta” nascono dunque dall’idea di tanti italiani stanchi nel vedere la classe politica pensare ai propri interessi invece che a quelli della collettività.

Francesco Librizzi

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redazione-vivienna