martedì , Gennaio 19 2021

Centuripe. Ritrovamento vaso Lekànis: si spera che presto possa essere riportato nella sua sede naturale

Grande soddisfazione a Centuripe per il ritrovamento del vaso policromo portato alla luce in questa antichissima cittadina da scavatori clandestini e oggi recuperato in Portogallo dai carabinieri esperti nel recupero di beni culturali sottratti illecitamente alla Sicilia. Si tratta di un prezioso vaso, un Lekànis policromo, di media grandezza del III – II secolo a.C., un reperto di notevole importanza dal punto di vista storico perché si tratta di uno dei pochi esemplari oggi a disposizione di studiosi ed appassionati di archeologia.
Il sindaco, Antonino Biondi, nel ringraziare anche a nome della città il Comando carabinieri tutela patrimonio culturale di Palermo per l’attività svolta a favore del patrimonio culturale, ha messo in risalto che, con l’esposizione al pubblico, si spera presto, di quest’altro prezioso reperto archeologico nella struttura museale centuripina, quest’ultima acquisterà maggiore importanza e completezza e attirerà certamente un sempre maggiore numero di studiosi e turisti migliorando così l’economia poiché il turismo, si sa, è una delle forze più valide dell’economia di un paese.
Il vaso centuripino si trova oggi, provvisoriamente, custodito nei locali della Soprintendenza di Enna e si spera che presto possa essere riportato nella sua sede naturale, cioè nel museo archeologico regionale di Centuripe.
Il Museo di Centuripe, inaugurato nel 2000,una imponente e moderna struttura museale a cinque elevazioni dispone di tre luminosi piani espositivi per circa mille mq. dove sono in mostra oltre tre mila reperti, restituiti dalla storia agli uomini, che raccontano la vita plurimillenaria della antica Kentoripa, la città dalle cento rupi, portati alla luce e catalogati dalle numerose campagne di scavi, iniziate nel lontano 1929. Nel museo centurpino sono oggi esposti, fino al 31 c.m., pure la testa marmorea dell’imperatore Augusto e quella di Clodia Falconilla, portate alla luce nel 1939 a Centuripe durante una campagna di scavi e consegnate al museo di Siracusa.