Sicilia: ARS, approvato DDL taglia-deputati. Ad Enna 3 rappresentanti, on.Paolo Colianni manifesta contro

Il parlamento siciliano ha appena approvato il ddl ‘taglia-deputati’ che riduce a 70 gli attuali 90 inquilini di Sala d’Ercole. Il testo adesso dovrà essere approvato dal parlamento nazionale secondo la procedura prevista per le riforme costituzionali, essendo lo statuto autonomista siciliano inserito nella Carta fondamentale della Repubblica.
Secondo indiscrezioni venti deputati in meno farebbero risparmiare all’Ars circa 7 milioni di euro l’anno.

‘E’ un voto contro chi difende la casta”. Lo afferma Livio Marrocco, capogruppo all’Ars di Fli, subito dopo l’approvazione del ddl che riduce il numero dei deputati dell’Ars. L’esponente finiano sottolinea che ”la Sicilia in questo caso si pone all’avanguardia rispetto a tutto il resto dell’Italia” e sottolinea la necessita’ di ”proseguire su questa strada e dare vita a un apparato pubblico piu’ snello e dinamico, rispondente al momento storico in cui viviamo. Ora tocca al Parlamento nazionale ridurre il numero dei propri deputati e senatori, cosi’ come ribadiamo che non si deve perdere ulteriore tempo nell’abolizione delle Province”.

‘Abbiamo votato si’ al taglio del numero dei deputati all’Ars perchè siamo convinti che sia più che opportuno dare un segnale all’esterno. Questo provvedimento non sanera’ di certo l’economia dell’Isola o lo si può considerare la soluzione di tutti i mali”. Lo afferma il capogruppo dell’Udc all’Ars Giulia Adamo. ”Oggi siamo tuttavia chiamati anche a lanciare un messaggio ai siciliani – prosegue Adamo – un impegno che sia segnale di continuità con una azione riformatrice che questo governo ha il dovere di portare avanti.
Occorre scardinare quel sistema burocratico che rallenta iter e pratiche, soffocando lo sviluppo dell’Isola. Occorre abolire quegli enti che assorbono risorse importanti senza poi fornire reali servizi al cittadino. Con il voto di oggi confermiamo l’impegno dell’Udc in questa direzione”.

“L’andamento odierno dell’Aula dimostra che nel Parlamento non esiste maggioranza senza … la minoranza. Infatti, su quattro disegni di legge sottoposti all’esame dell’Ars, tre ddl vengono approvati con il determinante contributo dellopposizione, compreso quello importante di riforma dello Statuto e riguardate la riduzione del numero dei deputati.
Invece – conclude Leontini – nel caso del progetto di riforma delle Asi è bastata la nostra richiesta di verifica del numero legale a evidenziare l’inesistenza della maggioranza.
Pertanto, continua lo spettacolo indecoroso di un governo senza maggioranza e di un’attività priva di fiducia e sostegno da parte dell’Aula, nei settori dello sviluppo e della tenuta economica dell’Isola”.

‘Chiediamo alla Commissione Affari Costituzionali della Camera di valutare con grande attenzione i profili di forte incostituzionalita’ che derivano dalle norme ordinamentali sul riassetto delle Province contenute nella manovra economica approvato dal Governo. Non si puo’ modificare l’assetto dello Stato con un decreto legge”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, ribadendo che le disposizioni sulle Province contenute nell’art. 23 della manovra economica ”non possono essere surrettiziamente inserite in un decreto legge, perche’ sono in palese contrasto con le disposizioni costituzionali che disciplinano i rapporti tra lo Stato e le autonomie territoriale, perche’ non vi e’ alcun presupposto di necessita’ e urgenza e perche’ non producendo alcun risparmio di spesa, come certifica la stessa relazione al decreto, non devono essere inserite in una manovra economica”.

ASCA


La provincia di Palermo perderà cinque seggi, scendendo da 20 a 15. Con un sacrificio superiore a quello imposto a Catania, che dovrà rinunciare “solo” a tre deputati. Enna, di contro, dovrebbe avere tre rappresentanti all’Ars. Il provvedimento, nel ridurre il numero di seggi da 90 a 70, comprime anche la quota da assegnare con il sistema proporzionale, che si abbassa a 62. Sei parlamentari, infatti, entrano con il cosiddetto “listino” e altri due posti all’Ars sono assegnati per legge al presidente della Regione eletto e al primo dei candidati governatori perdenti. Uno studio fa presente come soprattutto i partiti minori siano destinati a subire le conseguenze più pesanti della riforma: l’Mpa, ad esempio, se confermasse i voti nel 2008, perderebbe 11 deputati su 15 e sparirebbe dalle province di Enna e Ragusa. Non era casuale, insomma, la “cautela” suggerita dal governatore Raffaele Lombardo e non nascevano dal nulla le resistenze che i deputati autonomisti (l’ennese Paolo Colianni in testa) hanno manifestato in aula.