La politica tra passato, presente e futuro

La politica non è un’azienda di clientele, scrivono su facebook del 4 dicembre, Flavio Leone, Nino Centonze, Enzo Cafiso ed altri numerosi giovani (1).

Ed in questo messaggio, alla vigilia della primavera elettorale di molti enti locali, sintetizzano il rischio che nel presente si consolidi la convinzione che politica è “favore”, è dono interessato, è mercato, è strumento per carriere e cordate targate di discrezione, di disconoscimento di valori e di talenti, è raccolta di amicizie condizionanti.

Tale sentimento o sensazione si traduce e conferma i motivi per cui, nel presente, un gruppo elevato di cittadini, rifiuta e si allontana da ogni convincimento, che possa esistere un potenziale diverso futuro per la politica, mentre si sviluppa l’azione denigratrice degli indignati e dei contestatori delle caste.

Questi ultimi raccolgono il nostro sgomento perché alimentano il qualunquismo civico e non le sottese intenzioni dei giovani di facebook.

E poi perché il nostro far politica, la scelta di molti della mia generazione, è nata dall’impegno di evitare che prevalessero le preoccupazioni oggi cosi diffuse.
Ecco perché il recupero alla politica dei molti disinteressati, si pone come problema non secondario per assicurare futuro alla democrazia e può partire dal messaggio dei giovani di Castelvetrano, esemplare rappresentazione della riserva in cui si chiudono molti giovani e non solo.

Alcuni, in detta città hanno appena conosciuto Luciano Messina, il sindaco poeta, (2) Giuseppe Lombardo, il maestro deamicisiano, che ha girato il mondo per ricostruire il tempio G di Selinunte, hanno sentito parlare di Gentile e di Titone, ma sono cresciuti con la tensione e la passione per la legalità e l’etica che hanno caratterizzato l’impegno culturale del Liceo Scienze Umane “Giovanni Gentile”, diretto dal Comm.Francesco Fiordaliso, hanno preso spunto dalla generosità e dall’inventiva politica e sociale di Ninni Fiore, l’animatore cofondatore del MCL in Sicilia.

E torna alla memoria una democrazia partecipata, che si rivolge a tutti i cittadini, ai loro problemi, con spirito di servizio, a tutti i livelli, da quello provinciale a quello regionale e nazionale.

La democrazia, che ha avuto tra i suoi rappresentanti profeti e maestri Sturzo,Toniolo, Don Rizzo, Vanoni, Pastore, Donat Cattin, Moro, La Pira, Dossetti, Bachelet, Colombo, Alessi, Mattarella, Milazzo, Pignatone, Corrao. Quella generazione non è stata esente da errori, da compromessi, da chiusure ideologiche conflittuali,da intuizioni di futuro, anche se non è stata colpita da una crisi economica ed etica “globale” come la presente.

Ora i giovani, che vogliono guardare al futuro e costruirlo, con il cambiamento richiesto dalla crisi economica, etica e sociale, sono senza quella generazione, ma con l’insegnamento che ci ha lasciato, per testimoniare alcuni valori, difendere il lavoro ed i lavoratori dallo Statuto alle iniziative occupazionali, anche con l’intervento diretto dello stato e delle sue articolate istituzioni, realizzato in passato, con l’IRI e l’ENI, con le F.S,con le Poste, con la Fincantieri, con le Comunicazioni, ASST, RAI.

Il cambiamento necessario, prefiguri una nuova visione strategica della politica e delle politiche pubbliche, volte all’obiettivo comune di allargare e consolidare il processo democratico, di migliorare le regole della partecipazione e della gestione della “res pubblica”.
Attivi regole di elettività che rappresentino efficacemente valori comuni e condivisi, esigenze di miglioramento e benefici a vantaggio di tutta la collettività (tutela dell’ambiente e della salute, valorizzazione dei beni culturali e delle risorse naturali e paesaggistiche, benessere economico e non, pari trattamento ed inclusione, istruzione, cultura e formazione, sicurezza e lavoro, celerità nelle risposte al cittadino, anche in quelle giudiziarie, trasparenza e correttezza nella gestione e nella realizzazione delle opere e dei servizi utili all’economia, ai trasporti, ai commerci e allo sviluppo dei territori, correttezza e trasparenza dei conti pubblici.

E l’aspetto più qualificante della nuova politica, sociale, economica e finanziaria dovrà essere caratterizzato da un rinnovato e forte senso di professare e tutelare i valori predetti, di attuarli e diffonderli, esemplarmente, mediante comportamenti etici sentiti, percepiti e condivisi come giusti, corretti e trasparenti, da cui debbono essere permeate le azioni pubbliche dalla ideazione ed elaborazione fino alla fase di produzione, gestione e realizzazione. Le politiche pubbliche,come quelle private, così concepite e prodotte, hanno un obiettivo positivo e benefico, ben accolto dai rappresentati, dalle categorie sociali, come dalle famiglie e dalle imprese se eticamente orientate al bene comune.

Guardiamo, pertanto, al futuro, partendo da una tale svolta etica, come quella richiesta dagli amici di Castelvetrano e non solo.

La rivendicano, in contemporanea a Palermo, le iniziative intraprese dalle donne dell’UDC del Dipartimento Provinciale Pari Opportunità(3) nel loro recente convegno svoltosi a Palermo con la partecipazione di Pietro Di Marco, Salvatore Lentini, Fabio Petruzzella, Ferdinando Russo, Ugo La Mantia, con numerose responsabili delle pari Opportunità dei comuni della provincia e con diversi coordinatori UDC.

Un convegno che ha disegnata la spinta etica che muove i moderati, i più di ispirazione cattolica, nel costruire una centralità propositiva nella rappresentanza istituzionale a partire dagli Enti Locali con la logica culturale della tradizione sturziana, quella di Alessi, Aldisio, La Loggia, Mattarella, Ambrosini, Bonfiglio, Nicolosi, Nicoletti.

Ed è emersa la volontà, trasmessa dalla responsabile provinciale Arch.Antonella Russo, nella sua ampia relazione introduttiva, di offrire un ”Contributo della società civile e del mondo femminile alla costruzione di una nuova stagione politica fondata sull’etica pubblica e sulla difesa dei valori della persona” (4).

“Dalla società civile, dal mondo delle professioni e della cultura”,è stato affermato, “ provengono ora i Ministri tecnici del Governo Monti , al posto dei politici-imprenditori, che hanno gestito il Paese nell’ultimo decennio. E, come nell’antichità si convocavano i filosofi per i momenti di difficoltà delle città e degli stati il Presidente Napolitano è corso ai ripari nell’interesse dell’Italia e della sua costruenda storia dell’Europa unita”.

I tecnici del Governo Monti si imbattono con l’agghiacciante cronaca dei quotidiani del mattino della Sicilia e del Sud (5): con ancora i lutti di Messina per il dissesto del territorio; con i colpi inferti dalla Magistratura agli operatori del pizzo delle diverse criminalità organizzate, con i processi ai venditori di droghe. Ed è grave che la cultura delle tangenti si diffonda nei piani bassi delle istituzioni per ottenere una concessione.

E dalla società civile, tra le prime, si candidano a sindaco della città metropolitana le donne, precedendo gli uomini, scaltriti ma redarguiti dal cardinale Romeo, nel giorno dell’Immacolata. Restano in attesa di accordi e di “primarie” desiderate da tutti, ma non volute da nessun partito.

Nelle pagine dei quotidiani dell’Isola non mancano le reminiscenza dei tanti eroi civili delle comunità isolane, come Salvatore Carnevale, nel servizio domenicale di Dino Paternostro (6).

E segni appena percettibili di futuro appaiono in un consiglio comunale, quello di Palermo, che sembra svegliarsi di soprassalto per apprezzare i lavori e le procedure adottate dall’assessore Milone, per inaugurare il Sovrappasso di viale della regione, il Piano del porto, e con il rettore La Galla il Parco Cassarà e riaprire il Museo Pitrè.

La Giunta comunale di Palermo ha concesso finalmente alcune deleghe alle Circoscrizioni, anche se in punto di morte degli organi decentrarti, ed a trenta anni dalla nascita dei consigli circoscrizionali (1980). In Sicilia c’è poi da applicare e rendere operativa la legge 22 del 2008 e la legge 6 del 2011, che ha voluto Lombardo, ma che stentano a rendere i necessari servizi alle famiglie, alle scuole, all’igiene, ai quartieri delle città Metropolitane.

Salutiamo questi tardivi eventi, promettenti in tempi di crisi, e di doveri per una necessaria crescita alla quale tutti siamo chiamati a concorrere-nelle istituzioni e nella società.

Come? ci si domanda.
Aprendo il fronte del dovere della formazione e della informazione ad una cittadinanza responsabile, come si prepara a fare padre Lupo, con Comunità in Cammino nell’auditorium di Piazza Europa, (7) e come invita a fare il Cardinale Romeo, nel giorno dell’Immacolata (8).

Siamo entrati, come cattolici, nel decennio della chiamata a corrispondere all’Emergenza Educativa” di massa della società, come indicato dalla CEI e l’associazionismo laicale farà sentire la sua presenza con una “Educazione”, che integra e supera il ruolo della scuola, mobilitando tutte le agenzie educative, da quelle della formazione professionale orientate all’aggiornamento, alle nuove esigenze del mercato del lavoro, alla necessità di nuove imprese sociali, rifiutando la concezione del gruppo (partito, movimento, ecc )come clan, convogliatore di interessi particolari e non generali.

“Difficile ma non impossibile accettare di partecipare a tali nuovi diffusi compiti, in particolare per le donne”, ha affermato, a conclusione della sua relazione nel citato convegno, la responsabile provinciale delle Pari Opportunità A.Russo, “quando il futuro è ancora adombrato da lucchetti, che nottetempo, bloccano gli esercizi commerciali, di precari in agitazione,di giovani e ragazze colte e disoccupate, di dipendenti dei centri di formazione professionale, non pagati da mesi, di insegnanti sottratti alle scuole, ai laboratori, all’assistenza ai disabili”.

Non mancano, tuttavia sensibilità affioranti, programmi annunciati, proposte di porre fine alle ancora ridotte partecipazioni femminili alla vita politica, citate nella relazione (4).

Il convegno di Palermo ha invitato, inoltre, la burocrazia a sentirsi responsabilizzata nei ruoli e nelle funzioni, con incarichi dirigenziali soprannumerarie, essa non può essere accusata di inefficienza, e di non essere, rigorosamente, trasparente, deve sentirsi fortemente impegnata a partecipare nelle istituzioni locali ad una programmazione innovativa sull’ambiente, il verde, la promozione agricola e artigianale, i trasporti, la cultura, l’accoglienza degli immigrati, lo sport, l’edilizia popolare, la prevenzione sanitaria, l’assistenza.
Su questi temi non sono mancati approfondimenti da parte dei relatori, da P.Di Marco (sulla abolizione delle province per il rilancio dei liberi consorzi e delle aree metropolitane), da F.Petruzzella (Etica politica,economia e finanza nella scelta degli Enti Locali, da F.Russo (La politica ad una svolta con la partecipazione dei cattolici),di S.Lentini (La responsabilità della politica sui mutamenti del mercato del lavoro: il futuro possibile), quasi contributi al” programma per Palermo”, che i “Moderati del centro”, laici credenti e non, desiderano, con il contributo della società civile e delle donne, in particolare, presentare alla cittadinanza.
La città di Palermo si interroga così sul suo passato e presente, e vuole ridisegnare il suo possibile miglior futuro. Si candida a ritrovare la via della propria consapevolezza del bene comune e vuole cambiare pagina, rivitalizzando il centro storico e ridisegnare il suo sviluppo nel contesto euro-mediterraneo.
Ed arriva l’appello del Cardinale Romeo e la invocazione alla Madonna nel giorno dell’Immacolata che non può restare senza risposte.
Al popolo dei fedeli, presente al suo discorso, si rivolge come a mobilitarlo ad una solidarietà comunitaria: ”E’ necessario impegnarci tutti, come singoli e come comunità”, ha affermato il Presidente della Conferenza episcopale siciliana, a costruire e ricostruire la storia, a rinnovarla dall’unico luogo dal quale essa può essere rinnovata: ossia dal cuore dell’uomo, la sua profondità, le sue scelte e le motivazioni del suo pensiero e del suo agire”.
E vi avvertiamo l’eco dei discorsi di Benedetto XVI, nella sua visita a Palermo ( 9), l’ intervento dei Vescovi sul Mezzogiorno, le attenzioni della CEI per le sorti del Paese.

Ferdinando Russo
onnandorusso@libero.it

1) V.Cafiso, tramite Flavio Leone in www.facebook.com ,Il lavoro della politica del 4 dicembre
2) F.Russo, Luciano Messina in www.google.it alla voce Ferdinando Russo e Luciano Messina
3) Di Giorgio, ingoogle.it alla voce Silvio Di Giorgio e le Pari Opportunità
4) A.Russo, A-Russo ,Relazione al Convegno di Palermo del 2 dicembre in www.facebook.com alla voce Dipartimento provinciale pari Opportunità UDC
5) F.Russo Il Sud e la Sicilia nel Governo dei tecnici in www.vivienna .it oppure in google.it
6) D.Paternostro, “I carnefici di mio figlio” in La Sicilia di domenica 4 dicembre
7) Comunità in Cammino”, in www.fasokamba.it
8) P.Romeo, dal discorso al popolo di Palermo, da piazza S-Domenico, 8 dicembre
8) Dipartimento Pari Opportunità donne UDC Palermo in www.facebook.com
9) F.Russo, F.Russo Benedetto XVI a Palermo in www.google.it ed il paterno intervento dei Vescovi sul Mezzogiorno,alla voce Ferdinando Russo ed il laicato.