sabato , Aprile 17 2021

Parte organizzazione Rally d’Italia Sicilia 2012


“Il comitato organizzatore del WRC in persona del suo Presidente Tullio Lauria informa che entro la prima decade di gennaio comunicherà la data della conferenza stampa per fornire i dettagli della prova italiana.
Solo come info generale è bene sapere che con i primi dell’anno gli uomini di Acisport inizieranno a installare in Sicilia gli uffici in Palermo e il centro logistico a Pergusa, questo in attesa di un secondo step organizzativo che verrà schedulato appunto dopo la prima decade di gennaio.
Ogni notizia circa altre fantasie su Sardegna, od altro sono destituite di ogni fondamento al punto che chi diffonderà notizie che rechino danno diretto o indiretto al WRC Sicilia 2012 Targa Florio sarà passibile di richiesta danni”, questo quanto pervenuto da parte degli organizzatori.

La prova di Campionato del Mondo non è solo una grande evento sportivo ma è soprattutto un volano economico che vede notevoli ricadute per il territorio che lo ospita.

La regione Sicilia, rispetto alle altre ha un valore aggiunto data la sua antica vocazione sportiva che la vede detenere l’invidiato record della Targa Florio, ovvero la gara automobilistica più antica del mondo, nata nel 1906 in una Sicilia che allora vedeva solo strade sterrate solcate da veicoli a trazione animale nel 2006 ha tagliato il traguardo dei 100 anni di vita.

Con la Targa arrivano gli asfalti e le prime strade degne di tale nome.

La Targa ha visto la nascita dei miti sportivi delle principali case automobilistiche del mondo e un palmares di piloti che tutto il mondo ci invidia. Piloti che poi puntualmente ritornano anche nelle rievocazioni storiche come quella del recente ottobre ove Vaccarella, Merzario, Hezemann hanno percorso il giro della Sicilia in occasione della Eco Targa Florio Ferrari Tribute o il mitico Vic Elford che solo l’altro ieri riceveva un premio a Cefalù.

La Targa Florio è la gara leader delle oltre 120 che ogni anno si disputano in Sicilia e da sola consente ricadute economiche dai 4 agli 8 milioni di €.

L’edizione 2011valevole per il campionato italiano rally, si è svolta nei primissimi giorni del mese di giugno, un periodo di bassa stagione. Le presenze turistico-alberghiere hanno superato le 10.000 unità per una permanenza media di poco meno di 4 giorni. Il giro d’affari generato dal Targa Florio ha superato quest’anno gli 8 milioni di euro, con un trend in continua crescita nell’ultimo triennio. Tale importo è stato stimato considerando la durata media della permanenza e ritenuta plausibile una spesa alberghiera, nella ristorazione e negli acquisti di beni/servizi pro capite di ca 220 euro al giorno.
L’inserimento del Targa nel circuito FIA WRC innescherà un effetto leva sui valori economici sopra indicati valorizzando al massimo le potenzialità della Sicilia. Basti pensare che la tappa italiana del mondiale rally, disputatasi in Sardegna ha visto quasi mille piloti provenienti da tutto il mondo e dall’Italia in 7 anni e un giro d’affari di 11 milioni di euro nella settimana della gara.

Oltre ai concorrenti, per l’organizzazione e il funzionamento della manifestazione soggiornano negli alberghi dei territori coinvolti circa 1.000 persone appartenenti a diverse tipologie di servizio: commissari di percorso, ufficiali di gara, commissari tecnici, giudici di fatto, radioamatori, cronometristi, addetti alla sicurezza.
Una significativa quota di tali addetti risiede in Sicilia che di regola li “esporta” nelle altre regioni e anche in Europa.

Per le sue caratteristiche, il Rally d’Italia Sicilia è un evento dal fortissimo impatto sull’area geografica ospitante, soprattutto in termini economici e in particolare per le economie dell’entroterra. Le attività di ristorazione, alberghiere e commerciali in genere hanno registrato significativi incrementi nella settimana della manifestazione, che rappresenta un periodo dell’anno non caratterizzato da picchi turistici di grande rilevanza conferendo dunque alla manifestazione motoristica un considerevole valore aggiunto alle aspettative turistiche del territorio.

Ma la ricaduta tangibile non si ha solo nel periodo strettamente legato all’evento ovvero ai 10 giorni “caldi” che comprendono le 3 giornate di gara pura, tutto l’anno sarà un continuo di test e quanto altro. Riprova ne sia che la settimana scorsa una nota marca di pneumatici ha compiuto , per giorni, prove e test sulle Madonie e un notissimo campione ha fatto altrettanto nei Nebrodi con vetture anonime ma che non sono sfuggite all’occhio professionale dei nostri appassionati sparsi sul territorio.
Questo vuol dire utilizzo di alberghi, ristoranti, agenzie di viaggio, di noleggio, di servizio, carburanti, souvenir, officine, carrozzerie, navi , aerei, etc etc

Altro valore aggiunto della nostra regione? Ottobre è un mese come un altro ovvero tutto è aperto, tutto funziona. Navi e traghetti hanno corse regolari cosa questa impossibile per la Sardegna/Gallura che già il primo ottobre chiude i suoi alberghi e riduce le corse navi/aerei.

Il rally d’Italia Sicilia prevederà un forte incremento di questi valori perché se la Targa Florio come campionato Italiano ha un suo bacino di attenzione già notevole, ma nulla a confronto di un mondiale che come riferimento può avere cifre di ricaduta economica ben superiore a quello sardo.

Se portiamo a raffronto il recente WRC Portoghese ove ben 60 sono stati i milioni di ricaduta economica al territorio ( di circa 10 milioni di abitanti) con la Sicilia che da sola ha circa 7 milioni di abitanti rispetto al 1, 5 milione della Sardegna. Senza considerare la sensibilità sportiva per i richiamati concetti che già da sola vede usuali folle di spettatori.

L’evento sportivo farà inoltre da attrattore e traino a numerose altre iniziative a valore aggiunto orientate a creare volani economici nei più disparati settori dalla formazione professionale al turismo.

Base logistica di un evento di tale portata non poteva che essere l’Autodromo di Pergusa che, essendo situato al centro dell’isola, strategicamente rappresenta il massimo sotto ogni punto di vista.

Avendo come centro nevralgico un tracciato storico, che ha visto correre campioni del calibro di Bandini, Rindt, Surtess Stewart, Ragazzoni, Siffert e Schumacher tanto per ricordarne alcuni e che ha ospitato migliaia di gare nei 60 anni di attivita’, (basta ricordare la Formula 1, la Formula 2, la Formula 3000 e nel 1989 una gara del mondiale Superbike) e’ evidente che la storia dell’automobilismo sara’ un elemento centrale del rally di Sicilia. Intenzione sottolineata dalla volonta’ di prevedere il traguardo ai piedi dell’Etna, simbolo della Sicilia e del popolo siciliano che con egual calore e dirompenza vuole mostrare la propria passione ed energia sportiva.

L’ufficializzazione della candidatura siciliana ha avuto una immediata presa sul mercato di investor e sponsor che hanno già richiesto incontri : sin dalla prossima settimana si parlerà di contratti. Questa ultima considerazione la dice lunga sul nostro evento.
Un mondiale ritorna in Sicilia dopo circa 40 anni….. era ora.