lunedì , Maggio 16 2022

Piazza Armerina. GdF scopre 5 lavoratori in nero, proposta sospensione attività per tre aziende

La Guardia di Finanza di Piazza Armerina ha scoperto cinque lavoratori “in nero” per i quali è stata accertata l’assenza della comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro.
Tale risultato è scaturito da un’attenta e specifica attività espletata dai finanzieri della città dei mosaici a seguito di accessi finalizzati a verificare sia la posizione fiscale che la regolarità della posizione contributiva, presso quattro distinte aziende operanti nei settori dell’edilizia, abbigliamento, intermediazione finanziaria e un panificio.
A carico dei titolari non in regola, oltre alla contestazione della posizione irregolare dei lavoratori “in nero” – da cui sono scaturite sanzioni pecuniarie amministrative – nei confronti di tre aziende è stata avanzata proposta di sospensione dell’attività all’Ispettorato del Lavoro.
L’attività di servizio fa parte del programma di lotta al sommerso che, sotto il coordinamento del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Enna, i Reparti del Corpo di stanza nella provincia attuano costantemente a contrasto del fenomeno dell’impiego di lavoratori in nero.
Il fenomeno del lavoro sommerso, infatti, genera molteplici effetti negativi: incertezza per i lavoratori sulla stabilità del rapporto d’impiego, sulla tutela del proprio diritto alla salute ed alla sicurezza del luogo di lavoro e sulla possibilità di godere, negli anni della maturità, di una vita sufficientemente agiata; inoltre, ai minori introiti per l’erario che derivano dalla illecita pratica si aggiunge l’alterazione del sistema virtuoso della concorrenza, grazie agli indebiti risparmi ottenuti dal datore di lavoro che impiega manodopera irregolare, con pari danno per gli operatori corretti, nonché la riduzione del finanziamento del sistema di sicurezza sociale, senza dimenticare l’agevolazione che il fenomeno fornisce a forme criminali più pericolose (quali ad esempio l’immigrazione clandestina ed il “caporalato”) che incidono sul livello generale di sicurezza dei cittadini.
La piena consapevolezza degli effetti negativi che il lavoro nero produce spinge la Guardia di Finanza a mantenere alta l’attenzione e costante l’azione di contrasto, adottando strategie operative che mirano a colpire tutte le diverse azioni illecite che l’impiego di lavoratori in nero comporta, verso un recupero della crescita dell’economia legale.