Naufragio Costa. All’Isola del Giglio l’identificazione ufficiale dell’ennese Luisa Virzì

Enna. Dodici giorni di dolorosa ed angosciante attesa per sapere che per Luisa Virzì, 49 anni di Enna, dipendente comunale nel settore delle Politiche Sociali, quel venerdì nell’affondamento della Costa Concordia, pur essendo assistita dall’amica Maria Grazia Tricarichi, ottima nuotatrice, non ce l’ha fatta ed è rimasta bloccata nella parte sommersa della nave, mentre non si hanno notizie della sua amica leonfortese abitante a Priolo, che tra l’altro era una provetta nuotatrice, quella che ha cercato di salvarla.Il corpo è stato trovato due giorni fa, ma soltanto ieri mattina si è avuta certezza della sua identità. Il marito Fausto Severino, dipendente della società di trasporti Interbus, è stato allertato ieri, intorno alle 13, attraverso il suo avvocato, Gaetana Palermo, ed assieme sono partiti in macchina alla volta dell’Isola del Giglio in quanto c’è da verificare ufficialmente l’identificazione della donna, ma per la maggior parte, attraverso la visione dei vestiti e dei tratti somatici oltre che delle foto inviate dalla Questura di Enna, che ha copia del passaporto, si tratta proprio del corpo di Luisa Virzì, solo che manca, così come vuole la legge, l’identificazione ufficiale da parte di un familiare. Dopo dodici giorni, dunque, viene annullata qualsisia speranza di salvezza da parte della donna, che aveva affrontato una crociera per la prima volta, spinta dalla sua amica, Maria Grazia Tricarichi, che l’aveva convinta ad andare con lei.Una crociera che per Maria Grazia era un “regalo” per festeggiare il suo cinquantesimo anniversario, per avere superato una brutta malattia, avuta nel lontano 2001, un sogno per Luisa Virzì, che voleva avere un “piccolo periodo di riposo” dopo avere cresciuto tre figli, dopo avere lavorato a pieno ritmo in un assessorato come quello delle politiche sociali, che è molto caldo a causa delle tante richieste di aiuto per chi si trova in stato di bisogno. Per la famiglia Severino-Virzì è stato un duro colpo; per loro c’era una piccola speranza che la donna potesse essere viva ed a crederci maggiormente erano i tre figli, che speravano molto nel “ritorno della mamma”. “Se dovesse andare male vogliamo avere qualcosa su cui piangere , non volevamo vivere tutta la vita con il pensiero di non sapere dove fosse. Preferiamo averla comunque con noi” . La posizione del corpo senza vita della donna fanno pensare che Luisa Virzì e Maria Grazia Tricarichi non erano riusciti a raggiungere una scialuppa; l’ultimo contatto era stato con la figlia della Tricarichi, Stefania che con il fidanzato era pure loro in crociera, e Maria Grazia li aveva tranquillizzati dicendo loro che stavano andando a prendere i giubbotti salvagente, la telefonata poi interrottasi, all’amico Giuseppe Lombardo visto che il cellulare del marito, Elio Valenti non rispondeva; invece la discesa nelle cabine, si è rivelata la loro tomba perché da quel momento non c’è stata più notizia.Tenuto conto che Maria Grazia era un’esperta nuotatrice, che non era la prima volta che affrontava una crociera, significa che non c’è stata possibilità di raggiungere il ponte e scendere su qualche scialuppa. “Come fate a sapere che è mia sorella? – ha dichiarato Francesco Virzì, ispettore della Forestale – Ancora bisogna fare l’identificazione ufficiale ed è per questo che è partito mio cognato”. Non ha voluto aggiungere altro, si aspetta che Fausto Severino questa mattina,arrivando all’Isola del Giglio possa fare l’identificazione ufficiale. L’Amministrazione comunale si è messa a disposizione per cercare di risolvere tutti i problemi che possano sorgere per il trasferimento ad Enna del corpo di Luisa Virzì, donna conosciuta per la sua disponibilità ad aiutare gli altri, apprezzata da superiori e collettività, pronta a risolvere i problemi per coloro che ne avevano bisogno. Era responsabile del reddito minimo di inserimento, aiutava coloro i quali non avevano lavoro e vivevano solo per quello che dava loro il comune, cercava di venire incontro alle esigenze di questi indigenti dando loro fiducia.