martedì , Gennaio 19 2021

Villarosa. Intitolata a Palutucci la piazza antistante il monumento ai caduti

Sarà ricordato anche a Villarosa Giovanni Palatucci, ultimo questore di Fiume ucciso a Dachau nel 1945, a soli 36 anni, dopo aver salvato centinaia di ebrei. Con una solenne cerimonia l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Gabriele Zaffora gli ha intitolato sia la piazza ove sorge il monumento dei caduti, che il “Treno museo di arte Mineraria e Civiltà contadina” che si trova presso la stazione ferrioviaria. Con le due targhe apposte si vuole così ricordare un uomo che sacrificò la propria vita per la salvezza del prossimo. Un gesto per cui ha ricevuto non solo la medaglia d’oro al merito civile, ma anche l’avvio del processo di canonizzazione con la beatificazione “Servo di Dio” e il riconoscimento da parte della comunità ebraica come “giusto tra le nazioni”. Alla cerimonia hanno partecipato autorità civili, militari e religiose, tra cui il prefetto Clara Minerva, il questore Salvo Patanè, il Comandante provinciale dei Carabinieri, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, le Ferrovie italiane, l’Associazione Culturale “Amici del treno Museo” di Villarosa e l’Associazione “Giovanni Palatucci”, oltre che un numeroso pubblico. Particolarmente significativa è stata la presenza di una rappresentanza della Polizia di Stato, in servizio presso il Compartimento di Polizia Ferroviaria per la Sicilia Occidentale di Palermo. “È importante che si ricordi un uomo –ha dichiarato il sindaco Zaffora- la cui umanità deve essere giustamente riconosciuta ben oltre i confini delle singole città. Per l’Amministrazione che rappresento è un onore ricordare il “Giusto tra le nazioni” con l’intitolazione della piazza dove sorge il monumento dei caduti e il Treno museo, dove i suoi vagoni furono usati nella seconda guerra mondiale per deportare ebrei”. “In tutti noi c’è un Palatucci –ha detto il questore Patanè- e potrà di sicuro venir fuori in molte occosioni della nostra vita. Sta a noi far si che ciò accada, non avendo timore di esporre le proprie idee per il giusto. Non si deve aver paura di essere eroi”.”Quando andiamo nelle scuole –ha sottolineato invece Melito, esponente dell’associazione Palatucci- a parlare del questore Palatucci, chiedo sempre che i ragazzi si pongano una domanda “cosa avreste fatto voi al posto suo?” Perchè il cuore non è solo un muscolo. E lui agiva sempre come gli indicava il cuore”. Al termine delle celebrazioni commemorative le autorità prima hanno visitato “Il treno museo” e la mostra allestita dai docenti e dagli alunni dell’IC “De Simone” e poi hanno assistito ad un concerto per pianoforte presso la Biblioteca comunale.

Pietro Lisacchi