Enna: Il Cardinale Dias visita ammalati e detenuti; messa al Duomo

È tutto pronto ad Enna per celebrare il primo grande evento nell’ambito dei festeggiamenti per il 600° anniversario dell’arrivo ad Enna della Patrona Maria Santissima della Visitazione. Ieri sera, infatti, è stato accolto il Cardinale indiano Ivan Dias, una presenza molto attesa sia perché apre ufficialmente il programma dei festeggiamenti, sia perché rappresenta una personalità di spicco nel panorama cattolico. Quella odierna sarà una giornata intensa per il cardinale che farà visita a due luoghi di sofferenza, l’ospedale e il carcere, portando una preghiera di conforto e speranza. Alloggerà invece, per suo volere, alla casa di riposo “S. Lucia” dove operano delle suore indiane. Il primo incontro sarà all’Ospedale “Umberto I” dove il Cardinale si intratterrà fino alle ore 11 incontrando il personale e gli ammalati, benedicendo una statua della Madonna e visitando alcuni reparti dell’ospedale dove gli ammalati si affacceranno dalle stanze e saranno benedetti. Il Cardinale si trasferirà poi al carcere di Enna per incontrare i detenuti pregando per loro ed ascoltando i loro canti, testimonianze e gesti.
Nel giorno dedicato alla Madonna di Lourdes, il cardinale concelebrerà insieme al vescovo diocesano Mons. Michele Pennisi, la messa al Duomo alle ore 18 al termine di una processione – alle 16,30 dalla chiesa di San Cataldo tempo permettendo – che coinvolgerà tutte quelle associazioni che prestano la loro opera di solidarietà ai malati, ma alla quale non parteciperà il cardinale. Dopo l’omelia il cardinale darà seguito al rito dell’Unzione degli Infermi, mentre dopo l’Eucarestia il cardinale Dias pregherà per la guarigione dell’anima, del corpo e dello spirito.
Vista l’eccezionalità dell’evento è stata messa in moto una macchina organizzativa che coinvolgerà diverse associazioni di volontariato, su tutte l’Unitalsi di Enna che già da giorni è al lavoro per permettere a numerosi ammalati d’essere presenti alla celebrazione del Duomo; previsto inoltre l’arrivo da Gela di ammalati e volontari dell’Unitalsi.