SS 575 Troina-Ponte Maccarrone: dissesto atteso

Che la strada statale 575 Troina-Ponte Maccarrone, con le fessurazioni che si sono aperte in diversi punti dei suoi 32 km e 700 m, sarebbe stata di nuovo interessata dalle frane dopo che erano stati riparati nel 2011 i danni provocati dalle frane del febbraio 2010, i troinesi se l’aspettavano. Ma che la strada avrebbe ceduto nel tratto a circa 11 km dal centro abitato, in contrada Granati, che l’ANAS aveva rimesso in sesto appena qualche mese fa, nessuno l’aveva pensato. Esattamente in quel punto, la frana ha inghiottito mezza carreggiata. Per fortuna l’Anas è intervenuta tempestivamente realizzando una deviazione a monte senza chiuderla al transito veicolare. C’è tra la gente di Troina preoccupazione per il futuro di questa strada. E’ diffuso il timore che altre frane, ben più consistenti di quella di alcuni giorni fa, potranno rendere impercorribile questa strada che per Troina, ma anche Capizzi e Cerami, è di vitale importanza perché è l’unica strada di collegamento rapido con Catania. Questi tre Comuni nebrodensi, dal punto di vista amministrativo, appartengono a due province diverse, Messina ed Enna, ma solo amministrativamente, perché per altri aspetti economici, commerciali, istruzione e sanità fanno riferimento a Catania e non alle città capoluogo delle province di appartenenza. Fanno parte questi tre Comuni di quella gli esperti di pianificazione territoriale chiamano l’aerea metropolitana catanese.

E’ una strada molto trafficata. La percorrono ogni giorno, di mattina presto e nel tardo pomeriggio i dipendenti delle imprese edili, di installazione di impianti elettrici, di impianto di riscaldamento che, dopo la saturazione del settore dell’edilizia troinese, lavorano a Catania e nei paesi etnei dell’hinterland catanese. La fanno ogni giorno anche molti dipendenti dell’IRCCS Oasi Maria SS, che risiedono a Catania e nei paesi etnei. A questi vanno aggiunti quelli che dalla Sicilia Orientale vengono a Troina per visite e ricoveri presso le strutture sanitarie dell’IRCCS Oasi Maria SS. Per tutte queste ragioni, deve essere una sorta di imperativo categorico mantenere in perfetta efficienza la strada statale 575, che non è poi tanto lunga. Naturalmente non basta che ne siano consapevoli gli abitanti dei tre Comuni nebrodensi. Il punto cruciale è come si fa a convincere anche l’Anas. Per fare questo, di sicuro occorrerebbe una leadership istituzionale autorevole, che non c’è, in grado di svolgere il ruolo di rappresentante di un territorio più ampio di quello comunale, e un concerto di volontà nella società civile, che gruppi di cittadini consapevoli possono suscitare ed organizzare.

Silvano Privitera

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