Enna: Presentato “Euno, figlio della libertà” di Paolo Di Marco

C’era tantissima gente, così tanta che il salone della Camera di Commercio si è dimostrato insufficiente ad accogliere tutti: moltissimi hanno dovuto seguire la presentazione del libro “Euno, figlio della libertà” in piedi. Molti gli amici ed estimatori dell’autore, il giornalista ennese Paolo Di Marco, ma anche tanti i rappresentanti della cultura, delle istituzioni politiche e sindacali e dell’associazionismo presenti che hanno ascoltato e partecipato al dibattitto che ne è scaturito dopo la magistrale presentazione del libro da parte del prof. Rocco Lombardo, storico ennese. A curare l’iniziativa è atato il Comitato della Società Dante Alighieri che a Enna è una delle più antiche società culturali. “Devo fare gli elogi all’autore –ha detto il prof. Lombardo- per avere recuperato la figura, la memoria di un nostro antico concittadino del 131, 132 a.C. Un personaggio poco noto agli stessi ennesi che si battè per la libertà dell’uomo. Euno era un uomo nato libero, proveniente dalla Siria –ha spiegato il prof. Lombardo-, ma fatto schiavo dai romani vincitori. A Enna ebbe l’audacia e il coraggio di capeggiare una ribellione di schiavi affermando così i valori universali di libertà e giustizia”. “Qusto libro nasce –ha sottolineato invece l’autore Paolo Di Marco-, non tanto per dare visibilità ad Euno, un personaggio controverso che per alcuni storici fu un ciarlatano, una persona di poco affidamento, ma più che altro per dare visibilità alla voglia di libertà dell’uomo. Euno fu un uomo che ha voluto la libertà sopra ad ogni cosa e questo è stato fondamentale per me nella ricerca e nell’approfondimento di tutta la sua storia”. “Enna sta perdendo il suo passato e di conseguenza il suo futuro. In una realtà come la nostra –è stata la domanda del presidente del Consiglio provinciale, Massimo Greco, rivolta all’autore del libro- quanta percentuale di autonomia abbiamo nel decidere la nostra libertà”? “Io dico che ne potremmo avere tanta –è stata la risposta di Di Marco-, ma purtroppo ne abbiamo poca per le condizioni della nostra società. Questo è un territorio povero che non ha libertà perchè se prima c’era la ricerca spasmodica del lavoro, oggi c’è quella del sopravvivere, che ti fa inginocchiare su tante cose. Cultura e sviluppo della città e del territorio sono condizioni essenziali per la libertà”.

Pietro Lisacchi