Vagava all’ospedale di Enna in cerca del suo uomo, deceduto, donna trasferita in una casa protetta

Enna. Venerdì notte la signora Angela, che da circa un mese si trova a vagare al primo piano dell’ospedale Umberto I alla ricerca del suo uomo, che è morto da diverso tempo, è stata trasferita in una casa protetta dell’agrigentino per essere sottoposta ad un trattamento curativo che possa riuscire a compensarla, visto che si trova sicuramente in stato confusionale. La donna è riuscita a vivere per più di un mese al primo piano dell’ospedale ennese, davanti al laboratori di analisi, fornita di una coperta, dormendo a terra, creando notevoli fastidi a medici, infermieri ed utenti, rifiutando il cibo, rifiutandosi di farsi curare o di essere ospitata nella casa di accoglienza Santa Lucia di Enna bassa. Per questa vicenda era stato allertato l’assessorato comunale alle Politiche Sociali, il quale aveva offerto ospitalità, ma prima doveva essere effettuato un trattamento sanitario forte per cercare di farla “compensare”. Proprio giovedì pomeriggio è stato raggiunto l’accordo tra direzione dell’ospedale e assessorato comunale alle Politiche sociali, e nella notte con un’ambulanza, scortata dai vigili urbani, Angela è stata trasportata in una casa protetta dell’agrigentino dove sarà sottoposta ad un trattamento sanitario che possa consentire di riportarla quasi alla normalità, anche se tutto questo appare molto difficile. Da quello che si è saputo, Angela, che ha circa 40 anni, ha i due genitori “scompensati” e gli stessi sono ricoverati in una casa protetta del catanese. Insomma una famiglia con problemi psicologici notevoli, e che non sarà molto facile risolvere. Angela per almeno un mese, sarà sottoposta a cure particolari per rimetterla in sesto.