Volley. La RoGa Agira non si sente tutelata, prossimo abbandono?

Agira. Una lettera di protesta è stata inviata dalla RoGa Agira, militante in serie C maschile di pallavolo (disputa i play off) ai vertici della Federazione regionale, alla Commissione Arbitri, al Giudice Unico, alla Commissione Organizzativa Gare, ai vertici della Federazione provinciale, riportiamo una sintesi:
“Ci sentiamo fortemente penalizzati, sportivamente, moralmente ed economicamente. Riteniamo che l’ultima stangata del giudice sportivo (oggi RoGa Agira – Volley Valley si giocherà a porte chiuse) nei nostri confronti sia l’ennesimo provvedimento smisurato rispetto a quanto accaduto in campo. Non ci sentiamo assolutamente tutelati né dalla classe arbitrale, né tantomeno dalla federazione, a cui versiamo puntualmente, come è giusto che sia, il nostro contributo economico. Stiamo meditando seriamente di abbandonare quello che fino a poco tempo fa potevamo chiamare sport, spettacolo e passione ma che, onestamente, da un paio di mesi a questa parte, si è tramutato in qualcosa di indicibile.
Che gli arbitri possano sbagliare lo si sa, e nessuno pretende che siano perfetti. Ma che gli arbitri utilizzino un metro diametralmente opposto a seconda che a compiere un’infrazione, tecnica o disciplinare, sia la squadra A o la squadra B, ci fa riflettere, e non poco. Nemmeno i designatori arbitrali ci aiutano tanto a convincerci del fatto che tutto ciò sia una pura coincidenza. Perché in questa stagione, mentre è spesso accaduto che siamo andati a giocare in trasferta, anche in gare decisive, trovando arbitri del posto, o comunque della provincia di appartenenza della società avversaria, ad Agira son venuti e continuano a venire arbitri dalle più svariate parti della Sicilia, quasi costantemente accompagnati dal commissario di campo o dall’osservatore degli arbitri, figure che sono a volte mancate in partite importanti da noi giocate in trasferta. Ad Agira, di arbitri di Enna, se si esclude il girone eliminatorio di coppa, non si sente l’odore. Qualcuno sosteneva che le designazioni venissero fatte in ottica risparmio, favorendo dunque la vicinanza chilometrica, qualcun altro sosteneva che gli arbitri “girassero”, ma evidentemente siamo stati fin qui sfortunati. Non vorremmo pensare male, ma ci sono molti episodi che ci portano a farlo. Lo sport lo abbiamo sempre fatto e lo vorremmo continuare a fare perché ci piace, per divertirci, per instaurare rapporti sani e di amicizia con gli arbitri, con le società e i giocatori delle altre città. Vorremmo poter vincere se lo meritiamo, e onestamente in queste prime due partite di play off abbiamo trovato pesanti ostacoli arbitrali nella corsa verso la vittoria, nulla togliendo al valore e al merito delle due forti squadre avversarie. Tira un’aria davvero strana, nella nostra società c’è anche gente che fa sport da una vita e che raramente ha subito un’ammonizione, adesso è tutto cambiato, le sanzioni nei nostri confronti sono all’ordine del giorno. C’è qualcosa che non va e vorremmo che qualcuno intervenisse per tutelarci anziché far finta che tutto sia normale. Come solitamente il papà o la mamma fanno con i propri figli quando si accorgono che qualcuno, ormai da tempo, continua a non trattarli nel migliore dei modi.
Ad Agira si è creato un movimento pallavolistico di tutto rispetto, in palestra c’è puntualmente entusiasmo, la gente si diverte e non è assolutamente giusto vietare lo spettacolo, come accadrà sabato, e far passare i dirigenti di questa onorata società quasi per “delinquenti”. Riteniamo che la persecuzione e l’accanimento non siano le strade migliori da percorrere se si vuole bene allo sport e se si vuole garantire la serenità, siamo pronti a sederci attorno ad un tavolo con chi di competenza per provare a ripartire da zero e per giocarci le nostre chance di vittoria senza condizionamenti esterni”.

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redazione-vivienna