domenica , Marzo 7 2021

Agira, degrado urbano, sul web impazza la protesta dei giovani

Agira. Monumenti in stato di incuria ed abbandono, luoghi d’incontro pieni di rifiuti e privi da anni di cestini, erbacce ovunque in un periodo particolare per le allergie. E così monta la protesta dei giovani agirini che si scatenano sul web con foto eloquenti e “post” pieni di indignazione. Sotto accusa finiscono amministratori poco attenti ma anche concittadini irrispettosi dei beni pubblici. Sul social network Facebook qualche tempo fa è nato il gruppo “Agira Lab” che ha come icona una provetta scientifica ed è stato creato inizialmente, come ha scritto uno dei fondatori: “per far nascere un gruppo di persone che agiscano, non che protestino”. Ed una delle prime iniziative simboliche è stata realizzata lo scorso week-end quando alcuni ragazzi hanno piazzato degli scatoloni di cartone in piazza Garibaldi dove non ci sono cestini e spesso la domenica si assiste ad un brutto spettacolo con bottiglie e cicche ovunque. Ma i problemi segnalati dal gruppo sono tanti e riguardano in larga parte i luoghi simbolo della storia del paese: ne è un esempio la “fontana dei diavoli” di contrada Maimone dove secondo la tradizione il patrono di Agira san Filippo lanciò una sfida a due demoni legati con i suoi capelli poi trasformatisi in catene. Adesso più che sentire il tintinnio notturno delle catene, gli agirini sono attirati da uno spettacolo indecoroso: l’acqua della fontana è torbida ed è piena di bottiglie, buste e altri rifiuti, le panchine, una fontanella e persino il cancello in ferro sono stati danneggiati dai vandali e aspettano da tempo un intervento di riparazione, per terra campeggiano contenitori di carta per pizze da asporto e tanto altro. I rifiuti sono sparsi anche nella villetta comunale di piazza Europa e qui i soliti incivili sono riusciti anche a rompere delle panchine metalliche: “per non parlare della fontanella che non funziona dal 2000″ –ha scritto sul web un altro “indignato”.
“Uniamoci –prosegue uno dei fondatori- bastano venti persone, un megafono e la voglia di cambiare il paese. Non bisogna installare telecamere per poi punire la gente, il dialogo è il modo più adeguato per convincere”.
Grazie al web sta anche nascendo un comitato civico che intende sviluppare proposte per far risorgere il paese a livello di decoro urbano, cultura e valorizzazione dei talenti locali.

Luca Capuano