Enna. Omicidio Vanessa. Uno sciacallaggio mediatico

Enna, cassaforte di tesori, tradizioni, storia millenaria e cuore della Sicilia, per oltre una settimana è salita alla ribalta contro il suo volere per la triste vicenda dell’uccisione di Vanessa Scialfa. Dal 25 aprile, giorno in cui è partito l’appello per la scomparsa della 20enne, il capoluogo ennese è stato invaso da telecamere e giornalisti da tutta Italia e tutti alla ricerca di notizie, approfondimenti e scoop per un omicidio che ha visto un’intera città essere in lutto. Mai Enna avrebbe pensato e voluto essere al centro dell’attenzione in questo modo, ma avvenuto il peggio è stato inevitabile che ciò accadesse. Semmai in certi casi poteva essere evitato lo sciacallaggio mediatico di chi ha cercato di dipingere Enna come nuovo centro di disagio e luogo di violenza perché, nonostante questo brutto omicidio, Enna resta una delle città più sicure e vivibili. E purtroppo c’è anche stato chi – estraneo ai fatti – da questa vicenda ha avuto tanta visibilità. A tutto questo la stragrande maggioranza degli ennesi ha detto no, ha preferito restarne fuori e rivolgere il proprio abbraccio alla famiglia Scialfa, oggi più che mai bisognosa di tranquillità.
Proprio ieri i coniugi Scialfa sono stati ospiti di Pomeriggio 5 per fare alcune puntualizzazioni in merito a quanto detto – in alcune occasioni fuori luogo – in questi giorni. Scialfa e la moglie Isabella hanno difeso le loro parole tanto criticate dal giornalista Liguori che non aveva condiviso il pensiero di mamma Isabella in merito alla possibilità di vedere l’assassino della figlia per il resto degli anni in carcere; non un appello alla violenza, ma la richiesta alla giustizia affinchè non permetta ai familiari di Vanessa Scialfa di vedersi di fronte tra qualche anno l’assassino della figlia. Adesso la famiglia Scialfa vuole pace e tranquillità, che si spengano i riflettori, ma – promettono – la loro battaglia non è finita, è appena iniziata e la volontà è quella di chiedere giustizia per la figlia, ma anche quella di non distogliere l’attenzione sulla violenza contro le donne.

William Savoca