Provincia regionale Enna attiva “osservatorio sui finanziamenti pubblici”
Enna-Provincia - 03/05/2012
Enna. “Lo slogan del 1° maggio per la crescita e il lavoro sollecita un forte impegno da parte dei soggetti istituzionali e sociali ai vari livelli. Diventano decisive le politiche in direzione della crescita. Si tratta di superare da un lato la drammatica divaricazione tra economia reale e finanza, dall’altra la mancata regolazione dei mercati specie finanziari”. A dichiararlo è l’assessore provinciale alle infrastrutture Turi Zinna. La crisi ha portato la disoccupazione a raggiungere in Sicilia livelli allarmanti, se si considera che supera il 29% tra disoccupazione esplicita ed ‘implicita’. Il rapporto annuale dell’Istat descrive una Italia nella quale coesistono Regioni del Nord con livelli di benessere o inclusione sociale omologhi a quelli della Svezia e regioni del Sud con rischi di povertà. La situazione tende a peggiorare per la diminuzione sempre più accentuata dei fondi statali e regionali, delle difficoltà crescenti dei bilanci degli Enti locali.
“Un tale malessere sociale – prosegue Turi Zinna – va ascoltato ed incanalato nei percorsi di un reale confronto democratico, come produttivo” per una fuoruscita dalla crisi sempre più acuta della Sicilia che rischia di avere effetti sistemici di particolare gravità. Chiaramente si tratta di superare i limiti di un modello economico imbarbarito da una finanza rapace che non ha più un’anima e che non è più capace di leggere i mercati, i bisogni della gente, le emozioni che ci fanno vivere e che ci danno il senso del nostro esistere”.
Per Turi Zinna diventa indispensabile da subito una Agenda per lo Sviluppo a partire dalla previsione di strumenti finanziari per progetti d’investimento che andrebbero così a rafforzare la politica di coesione economica, sociale e territoriale nell’imminente avvio del nuovo ciclo programmatorio 2014-2020. Particolare rilievo assume la proposta del Movimento federalista europeo per il varo un Piano Europeo di sviluppo sostenibile, dell’importo di circa 300/500 miliardi di euro, da erogare nell’arco di tre/cinque anni, finalizzato al rilancio degli investimenti, coinvolgendo la Banca europea degli Investimenti (BEI). Si prevede che tale piano dovrebbe consentire la creazione di almeno 20 milioni di posti di lavoro, dimezzando così l’attuale tasso di disoccupazione. In questo quadro reale il Mezzogiorno può costituire una risorsa importante per l’intera Europa, con particolare riferimento per la Sicilia che per la sua posizione strategica può costituire da ponte tra l’Europa e i paesi del Mediterraneo. In questo quadro deve essere decisivo il ruolo della Regione sviluppando una forte interlocuzione a livello europeo e nazionale con una grande progettualità d’iniziative di cambiamento a livello regionale. “
Una tale scelta – dichiara l’assessore provinciale – impone una reale svolta della Regione a partire dalla valorizzazione dei soggetti istituzionali e sociali superando determinate logiche di subalternità e di estraneità tra i vari livelli del ruolo delle istituzioni specie locali nella loro capacità di programmare, di progettare. Diversamente non si vengono a creare dei robusti e solidi partenariati istituzionali privati e sociali che si scommettono sino in fondo per creare processi solidi e prospettive di sviluppo che vadano al di là della mera acquisizione immediata di risorse finanziarie e di potere di corto respiro. Diventa urgente la definizione di un piano regionale pluriennale in raccordo con la Strategia Europa 2020, con una impostazione delle politiche di sviluppo da legare strettamente ad un innovativo funzionamento del sistema istituzionale del Governo Regionale. E’ necessario sviluppare una governance multilivello verticale ed orizzontale che richiede modifiche di ordine legislativo, ma in particolare comportamenti ed atti amministrativi, che con procedure snelle e flessibili, avviino necessari coordinamenti e supporti anche di assistenza tecnica per modificare aspetti territoriali e competenze autoreferenziali e promuovere processi virtuosi mirati alla soluzione dei problemi.
Un tale piano deve essere avviato nel territorio provinciale a partire dall’“Osservatorio sui finanziamenti pubblici” che l’Amministrazione Provinciale ha recentemente attivato al fine di monitorare la progettualità in essere nel territorio, attraverso una rilevazione articolata dei progetti, sulla base dei finanziamenti già ottenuti, o in attesa di decretazione, nonché sull’avvenuto inserimento in programmi e progettazioni integrate ed, infine, sulla possibilità di partecipare ai prossimi bandi anche attraverso le potenzialità espresse dal partenariato pubblico-privato.