Enna. Emergenza lavoro, sale il termometro del disagio sociale
Enna-Provincia - 19/05/2012
Enna. L’emergenza lavoro sta raggiungendo ad Enna toni drammatici. Ieri mattina la provincia regionale era invasa da lavoratori che cercavano di avere certezza del loro futuro. I lavoratori della società Multiservizi si erano assestati all’ingresso del palazzo della Provincia ed un sindacalista, in questo caso Liborio Trovato, cercava di spiegare la situazione in cui si trovavano e quale prospettive potevano esserci, mentre il consiglio provinciale, che era riunito stava trattando un’interrogazione, presentata dai consiglieri del Partito Democratico, che riguardava i pulizieri degli uffici della Provincia regionale, appartenenti anch’essi alla società Multiservizi e con il futuro decisamente incerto. Nei corridoi e nell’antisala del consiglio provinciale si trovavano diecine di precari, riuniti in assemblea permanente per far capire che la situazione è di una gravità impressionante, che è necessario un’azione forte da parte di tutti, specie degli amministratori e dei politici se si vuole risolvere un problema di grande rilevanza sociale. La preoccupazione è che tutto questo possa sfociare in problemi di ordine pubblico. “Il termometro del disagio sociale – ha commentato il consigliere del Pdl Salvo La Porta – cresce in maniera preoccupante ed esponenziale , non trova risposte per una crisi economica e politica senza precedenti. Siamo di fronte a disastri sociali che impongono a tutti noi un cambiamento di rotta. Non è più sufficiente fronteggiare le emergenze, soprattutto occupazionali, che stanno mettendo a dura prova la pace sociale anche nella nostra provincia, che vive principalmente di terziario e di precariato”. Secondo molti non c’è più il tempo nemmeno di andare alla ricerca di responsabilità, perché si andrebbe incontro a sterili polemiche che paralizzerebbero ulteriormente le forze, nel momento in cui c’è estremo bisogno di proposte serie e concrete per tentare appena di rispondere alle angosce di lavoratrici e lavoratori. “ Partiti, almeno quello che resta di loro, istituzioni, sindacati –prosegue SalvoLaPorta – insieme cerchino di studiare ed operare per il meglio. Non si tratta soltanto della sterile difesa di posti di lavoro, ma di fronteggiare una crisi esistenziale che, inevitabilmente, coinvolgendo intere famiglie mette in gioco la dignità stessa dell’individuo e la civile convivenza. Si cominci a costruire, come il buon contadino che pianta gli alberi dei quali non godrà mai i frutti, al di là e al di fuori di qualsiasi buonismo ma sulla base della concretezza del possibile e di tutto quanto si è in grado di fare”.