Enna. Crollo muro: iniziate le indagini
Enna-city - 22/05/2012
Enna. Ieri mattina l’ingegnere Paolo Puleo, capo dell’ufficio tecnico comunale, ha accompagnato due funzionari del Genio Civile, l’ingegnere Di Maio ed il geologo Sanfilippo, ad effettuare un attento sopralluogo sul cantiere Selvaggio, dove sabato notte è crollato un muro di cemento armato di circa 80 metri a causa di una frana, che tra l’altro ha messo in pericolo tre villette che si trovano sulla collina e le cui famiglie sono state evacuate su disposizione della magistratura, in quanto esistono dei pericoli consistenti circa la stabilità del pendio. A proposito di magistratura c’è da sottolineare che le indagini sono state affidate alla Digos, diretta da Giada Pecoraro, i cui agenti si sono messi già in moto perché la Procura ha chiesto tuta la documentazione, il progetto, e le autorizzazione sulla struttura residenziale che l’impresa Salvaggio voleva realizzare. Inoltre, pare che la Procura della Repubblica abbia deciso di nominare un esperto per avere una relazione tecnica sulle cause che hanno provocato la frana ed il crollo del muro. Già il cantiere è stato sequestrato e messi i sigillied è stata smontata la gru che poteva costituire pericolo per il traffico veicolare, mentre la parte iniziale della statale Pergusina,che era stata chiusa al traffico, è stata riaperta. Il problema più urgente ed importante è sicuramente la salvezza delle villette, tenuto conto che la parte alta della frana si trova a pochi metri dalla base delle villette e quindi potrebbe avvenire un indebolimento della base, così come è avvenuto con il muro, probabilmente indebolito dagli scavi che sono stati fatti alla base. L’ingegnere Puleo, subito dopo il sopralluogo dei funzionari del Genico Civile: “i tempi sono lunghi c’è da esaminare tutta la situazione con particolare attenzione, perché vogliamo conoscere per bene le cause che hanno provocato la frana e la caduta del muro,quindi si incomincerà a pensare agli interventi da effettuare. Ovviamente ci muoveremo con prudenza, tutto il carteggio è stata messo a disposizione della Procura della Repubblica e poi vogliamo vedere a quale conclusioni arriverà il tecnico che sarà nominato dalla Procura della Repubblica ennese. Soltanto dopo possiamo dire quali saranno le cose da fare”.
Roberto Falciglia, primario del reparto di otorinolaringoiatria, consigliere comunale, abitante con la famiglia di una delle villette che si trovano sulla sommità della collina, ha sfiorato sicuramente la tragedia perché è rientrato a casa poco prima che il muro crollasse. “Intorno alle 23- racconta Roberto Falciglia – quindi mezzora prima del crollo, con la macchina, rientrando da Messina con la mia famiglia e mia suocera, ho attraversato la strada, che dalla statale mi porta a casa, strada che poi è crollata, mentre ci stavamo mettendo a letto, abbiamo sentito un crepitio, pensavamo a dei fuochi d’artificio, poi sono stato chiamato al telefono da un amico che mi diceva che sotto stava crollando, poi ho ricevuto la telefonata di Mauro Ingrasciotta che abita la villa accanto alla mia, che mi confermava la caduta del muro e la frana che si era formata. Siamo rimasti a casa, abbiamo messo a dormire le bambine, mentre io e mia moglie siamo rimasti svegli pronti ad intervenire nel caso in cui succedesse qualcosa di grave. Lo stato di tensione era alto e lo è ancora perché non sappiamo come andrà a fine questa storia, speriamo che ci diano qualche assicurazione. Per uscire utilizziamo il viale della villa di Sergio Lilla che è accanto alla nostra, ma non abbiamo intenzione di lasciare casa nostra”. Dario Cardaci, consigliere del Pdl, è stato tra i primi ad accorrere sul luogo del disastro, ha seguito i primi sopralluoghi da parte dei tecnici, così come lo hanno fatto altri consiglieri comunale. “Stiamo valutando con altri colleghi cosa fare – dichiara Dario Cardaci – probabilmente prepareremo un documento che invita l’amministrazione e l’ufficio tecnico di effettuare le giuste indagini per sapere le cause del crollo e i possibili rimedi. Su questa situazione ci sono state delle critiche e delle polemiche, perché non vedevamo di buon occhio il fatto che si sbancasse la montagna”.