Enna. Primavera Democratica su precariato del comune. Un ricordo lo sciopero della fame del Sindaco

Enna. Paolo Gargaglione, capogruppo al Consiglio comunale di Primavera Democratica interviene sulla problematica del precariato del comune di Enna che è stata sviscerata nel corso di un incontro consumatosi mercoledì 16 maggio a Sala Euno, tra la commissione capigruppo ed una delegazione dei lavoratori precari, i quali in maniera molto composta e dignitosa hanno rappresentato il loro  stato di disagio ed una forte preoccupazione per le prospettive future.

“Infatti, se non ci saranno novità legislative che modificano l’attuale normativa in tema di blocco del turn over, patto di stabilità, tetto massimo della spesa del personale, tutti questi lavoratori dopo circa venti anni di servizio, a fine anno si ritroveranno senza un lavoro.

Una simile circostanza determinerebbe effetti devastanti sia sul piano sociale, con migliaia di ex giovani estromessi dal mondo del lavoro o quel poco che rimane, ed uffici sprovvisti di competenze maturate nel corso di questi lunghi anni,  in molti casi indispensabili per il buon funzionamento della struttura amministrativa.

La complessa problematica, nella speranza che non diventi oggetto di strumentalizzazione politica ( es: sciopero della fame del Sindaco),  potrebbe essere risolta solo se lo Stato concederebbe alla regione Siciliana  la deroga di tenere fuori il costo dei precari dal calcolo della spesa del personale.

A proposito dello sciopero della fame inscenato dal Sindaco qualche mese fa, onde evitare mistificazioni di sorta, ritengo opportuno precisare per completezza d’informazione, che in quell’occasione si trattò di un falso problema, atteso che la L.R. n.24/2010 art. 7 consentiva agli enti locali di tutta la Sicilia la  prosecuzione di rapporti di lavoro del personale destinatario del regime transitorio dei lavori socialmente utili per l’anno 2011 e 2012, cosa che si è puntualmente verificata anche nel comune di Enna.

Auspico che il consiglio comunale del 18 maggio u.s. riunitosi in seduta urgente, non sia un modo come un altro per metterci con la coscienza a posto, serve che l’intera classe politica faccia fronte comune ed ognuno per la propria parte si impegni a mettere in campo azioni forti ed incisive che coinvolgono in primis la nostra deputazione nazionale, affinché si ottenga dal  governo Monti questa benedetta deroga.

Inoltre, è necessario intervenire a livello regionale, investendo del problema la nostra deputazione, per modificare la L.R. n. 24/2010, nella parte che riguarda il processo di stabilizzazione degli L.S.U. , prorogando il termine del  31.12.2012.

La politica si deve riappropriare del ruolo che gli compete, non è più tollerabile che l’agenda politica mondiale sia nelle mani dei mercati finanziari, con la conseguenza che a pagare il prezzo più alto della crisi economica sono i più deboli”.