Palermo. Assemblea regionale PD: sfiorata rissa e parole grosse. On.Termine e Galvagno: “Non vogliono farci votare”
Enna-Provincia - 27/05/2012
Palermo. Sfiorata la rissa tra alcuni delegati, deputati e democratici seduti alla presidenza sulla possibilità che i due deputati regionali Pd Elio Galvagno e Salvatore Termine avessero diritto di voto in quanto non iscritti al circolo ennese riconosciuto dal partito, durante l’infuocata assemblea regionale siciliana che ha visto la partecipazione di 368 delegati nell’hotel San Paolo a Palermo. La mozione di sfiducia al segretario siciliano del Pd Giuseppe Lupo è stata ritirata dai 188 promotori. E’ passata quindi la linea della mediazione contro lo spettro del commissariamento degli organismi del partito. Lupo avrà al fianco un ufficio politico con rappresentanti di tutte le aeree del Pd siciliano. Il deputato regionale Lillo Speziale ha parlato ai delegati definendo “sciagurata” la scelta commissariale e dicendosi d’accordo con “una gestione collegiale del partito nei prossimi mesi”. A quel punto molti delegati si sono alzati gridando “Buffoni, vergogna, venduti…“. Una delegata ha detto: “Ci raccontano le storielle, ci fanno venire qui parlando di democrazia poi si ‘appattano’ e finisce tutto“. Altro delegato gridando verso la presidenza dell’assemblea: “Non ci sarà mai un vero cambiamento dentro il Pd, andatevene a casa“. Un altro delegato, ancora, rispondendo al segretario Lupo che aveva tracciato un bilancio non negativo delle recenti elezioni amministrative siciliane ha affermato: “Sono andate largamente male, è questa la verità“. E’ seguito un applauso di gran parte dell’assemblea. “Abbiamo dato uno spettacolo da guerra tra bande armate – esclama il deputato nazionale Alessandra Siragusa – facciamo tutti un passo indietro“.
Termine e Galvagno: “Non vogliono farci votare”
Un cavillo tecnico non consentirebbe ai due deputati regionali di esprimere il proprio voto sulla mozione di sfiducia. E volano parole grosse.
Sono deputati regionali del Pd, ma non risultano iscritti al Pd. L‘assemblea non è ancora iniziata quando spunta la prima grana. Due deputati regionali del Pd, Salvatore Termine ed Elio Galvagno accusano: “Non vogliono farci votare”.
E non sono mancate le parole grosse verso il presidente dell’Assemblea Enzo Napoli. Alla base dello scontro un cavillo regolamentare, ma anche, in un certo senso, politico. I due deputati, di Enna, infatti, non sarebbero iscritti nell’unico dei due circoli della città riconosciuto dal partito. Un circolo che fa capo a Mirello Crisafulli col quale non correrebbe buon sangue a causa di un contenzioso legato a un congresso provinciale svolto proprio a Enna e non riconosciuto dai due deputati. “Lì il circolo – la protesta di Termine – viene gestito come fosse proprietà privata”.
Così, i due deputati avevano scelto un’altra strada: quella dell’iscrizione online al circolo. PAssaggio formale necessario a ritirare la delega per il voto oggi in assemblea.
“Ma il circolo – affonda Termine – non ci ha mai contattato per darci la delega. Anzi, il partito ci manda una comunicazione con la quale ci dice che siamo sospesi dall’organismo”. Una decisione che i due deputati proprio non hanno digerito: “In due anni – aggiunge Termine – ho versato al partito qualcosa come 120 mila euro. Oggi mi dicono che non posso votare. A questo punto le soluzioni sono due: o mi restituiscono i soldi, o contatto il mio avvocato”.
Accursio Sabella –livesicilia.it