Enna. Crollo paratia Pergusina, ci sono responsabilità amministrazione comunale?
Enna-city - 31/05/2012
“Nel consiglio comunale del 29 maggio, chiesto dai gruppi consiliari di minoranza, a seguito del disastro cagionato dai lavori di costruzione della paratia di contenimento della costruenda lottizzazione Salvaggio, sono emerse le gravi responsabilità politiche dell’amministrazione Garofalo.
Dalla maggiore conoscenza della vicenda, è stato accertato che l’impresa aveva promesso la cessione delle aree e la realizzazione della strada in un determinato sito ma, a causa della mancata predisposizione da parte del Comune degli atti consequenziali, la promessa è restata lettera morta.
Resta misteriosa la ragione per cui, dalla variante della lottizzazione del 2010, l’amministrazione non abbia posto in essere gli atti finalizzati a realizzare la strada.
Così come non si comprende il motivo per cui l’amministrazione, di fronte ad una chiara volontà del Consiglio comunale circa la realizzazione della strada, abbia sottoscritto la conseguente convenzione con l’impresa esecutrice dei lavori senza prevedere ed obbligare la stessa alla cessione gratuita delle aree ed alla realizzazione della strada nel sito previsto in lottizzazione.
Appare, peraltro, incomprensibile il comportamento dell’amministrazione Garofalo anche dopo le “dimenticanze” suddette.
In conseguenza del Consiglio comunale del 11 novembre 2011, a seguito dell’azione dei gruppi consiliari di minoranza, l’amministrazione ha revocato l’assenso alla realizzazione del fabbricato e poi, dopo qualche giorno, ha disposto la revoca della revoca.
Tale incomprensibile comportamento sembrerebbe scaturito da un parere legale di parte che, forse in un eccesso di prudenza, ha consigliato all’amministrazione Garofalo di ritirarsi dal contenzioso ancora prima che iniziasse!
Così, la realizzazione di una strada di vitale importanza per la viabilità cittadina è stata sacrificata a vantaggio di altri interessi.
Chi doveva tutelare l’interesse pubblico alla realizzazione della strada nel tracciato originario?
Dopo avere stigmatizzato la condotta dell’amministrazione Garofalo, i gruppi Consiliari di minoranza hanno formulato una proposta di mozione che, tenuto conto della rovina delle opere realizzate dall’impresa e del venir meno dello spauracchio di richieste di risarcimento danni, avrebbe impegnato il Sindaco a verificare ogni possibilità di ripristinare l’originario intento del consiglio comunale di realizzazione della strada nel suo originario”. Questo in sintesi l’intervento in Consiglio comunale da parte del Consigliere Maurizio Dipietro. Purtroppo, anche in considerazione dell’impedimento del consigliere Gaetana Palermo e del voto contrario del consigliere Mario Messina, la mozione non è stata approvata per il voto contrario dei consigliere del Partito Democratico (l’esito del voto è stato: 13-12) e la realizzazione della strada si allontana ancora.
Due documenti presentati sul crollo del muro sulla Pergusina, quello della maggioranza, che aspetta le risultanze della magistratura, approvato con tredici voti favorevoli e dodici contrari, quello dell’opposizione di accendere i riflettori su una situazione ricca di pericoli che è stato bocciato nel corso del Consiglio comunale, convocato in sessione straordinaria ed urgente. Registrata l’assenza voluta del consigliere Roberto Falciglia, in quanto proprietario di una delle villette in pericolo, mentre l’assessore la Rocca ha fatto la cronistoria della vicenda. I Consiglieri di maggioranza durante il dibattito sono usciti e solo Falsone è rimasto in aula. Così il capogruppo di Primavera Democratica Paolo Gargaglione: “L’ingegnere Puleo,capo dell’ufficio tecnico comunale, ha parlato di una fantomatica Parallela alla Pergusina. La strada non era prevista da PRG, la lottizzazione era stata approvata, indipendentemente dal vincolo urbanistico, che prevedeva all’interno della lottizzazione la strada; la ditta Selvaggio aveva comunicato al comune di essere disponibile a cedere area per la realizzazione strada”. Dante Ferrari del Fli ha evidenziato che non è stata la sola montagna sventrata, le responsabilità di quello che succede in città non può essere solo demandato al Consiglio comunale ma ai cittadini, i quali non possono restare inermi davanti a tutto quello che succede, oggi una montagna sventrata, una parallela di cui non se ne parla, una lottizzazione che forse resterà bloccata e dei privati danneggiati, che sono rimasti fuori casa, che vorrebbero sapere cosa prevede il futuro. La priorità deve essere quella di mettere in sicurezza le villette, bisogna sapere quale è la volontà dell’amministrazione. Dario Cardaci nel suo intervento ribadisce che la parallela dovrebbe servire per decongestionare il traffico, riferimento alla strada di piano barche, che collega la 117 bis alla Pergusina, saltando il quadrivio Sant’Anna . “Nessuna programmazione seria e lungimirante – ha dichiarato Cardaci – Siamo di fronte al fallimento, non si è in condizioni di realizzare nemmeno una bratellina; bisogna mettere in sicurezza il costone e poi realizzare la parallela. Maurizio Dipietro ha sostenuto che dal Consiglio debbono uscire soluzioni politiche, lasciando le altre alla magistratura, inoltre, chi doveva vigilare sugli atti sulla strada non lo ha fatto; non bisogna rinviare tutto alla magistratura, il punto principale sono le responsabilità politiche di non avere adottato un PRG. Se si vuole affrontare seriamente il problema c’è un palese conflitto di interessi, l’interesse dell’impresa e l’interesse del pubblico. L’impresa ha fatto il suo mestiere, il comune non ha fatto l’interesse della città”.
Il sindaco Garofalo ha invitato tutti alla cautela, in quanto c’è un’attività giudiziaria in corso, oltre ad essere in attesa anche dei dati tecnici, la politica deve fare delle scelte, senza nulla togliere ad eventuali modifiche. In questo caso con l’evento disastroso verificatosi è stato chiesto alla magistratura un dissequestro temporaneo, per verificare gli interventi urgenti, sulla strada.
Documento opposizione: I consiglieri comunali di opposizione aderenti ai gruppi consiliari di Enna al Centro, Primavera Democratica, PdL, Fli, MpA e Gruppo Misto hanno presentato un documento, bocciato per un voto, in cui si evidenzia: “che era chiara la volontà del Consiglio comunale di realizzare una strada parallela alla Pergusina, al fine di alleggerire i flussi veicolari nella zona del quadrivio di Enna Bassa; che con determina dirigenziale n.435 del 15.12.2011 veniva rilevato che le opere della paratia in corso di realizzazione risultavano in contrasto con gli intendimenti del Consiglio comunale l’esecuzione dei lavori, prima del crollo della paratia, svuotava di contenuto la predetta volontà consiliare, motivo per il quale le forze politiche di opposizione presentavano il 20 ottobre mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore all’urbanistica La Rocca. Essendo stati inascoltati le forze politiche di opposizione, come ultima ed inascoltata forma di dissenso, organizzavano un sit in e conferenza stampa in data 24 gennaio, sui luoghi in cui stava avvenendo lo scempio; che con buone probabilità la realizzazione della strada parallela alla Pergusina, avrebbe di fatto escluso dallo scavo parte della montagna e mantenuto la frana; che al Consiglio comunale spetta la prerogativa esclusiva della pianificazione urbanistica del territorio comune; tenuto conto che quanto drammaticamente accaduto nella serata del 19 maggio presso il cantiere Salvaggio assume i profili di un vero e proprio disastro ambientale. Un simile evento richiede la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni coinvolte a vario titolo alla vicenda; si impegna il Sindaco e l’amministrazione comunale a mettere in atto provvedimenti tempestivi per la messa in sicurezza del sito e degli insediamenti abitativi posti a monte della lottizzazione, al fine di salvaguardare la pubblica e privata incolumità; il sindaco e l’amministrazione comunale a ripristinare le condizioni ex ante affinché possa essere realizzata la prevista strada parallela alla Pergusina, sfruttando le soluzioni progettuali necessarie per la messa in sicurezza del sito; il Sindaco e l’amministrazione comunale a verificare con effetto immediato ed a seguito delle mutate condizioni dello stato dei luoghi ed in particolare della rovina delle opere realizzate dall’impresa, non siano venute meno le ragioni di opportunità consistenti nelle minacciate azioni risarcitorie che avevano indotto il Comune di rinunciare all’ipotesi di rivedere gli atti amministrativi ad oggi consumati e preclusivi della localizzazione della strada sul sito originario; il Sindaco e l’amministrazione comunale a portare a compimento l’iter del PRG, strumento questo indispensabile per una sana ed oculata pianificazione urbanistica del territorio, valutando altresì l’ipotesi di una variante all’attuale PRG in riferimento alla parallela”.
Ieri i due professionisti incaricati dalla Procura, i professori Arici e Margiotta, hanno effettuato un sopralluogo nella zona dove è crollato il muro, poi hanno incominciato a prendere dimestichezza con la documentazione che è stata sequestrata dalla squadra Mobile, su disposizioni della Procura, sia all’ufficio tecnico del comune sia presso il Genio Civile, mentre la Procura dovrà prendere in esame la richiesta dell’amministrazione comunale di una sospensione del sequestro del cantiere per cercare di mettere in sicurezza il versante dove è crollato il muro dove si trovano le tre ville. L’esame del carteggio dei professionisti incaricati, oltre ai sopralluoghi hanno consentito di avere una visione chiara della situazione, ora ci sarà da studiare cosa bisogna fare per cercare di ridurre al minimo i pericoli che esistono attualmente nella zona. Bisogna tenere conto che ci troviamo davanti ad un pendio collassato per cui bisogna agire in prudenza ma anche celermente perché in caso di qualche giornata di pioggia, si appesantirebbe il pendio ed allora la situazione potrebbe diventare più grave di quella che è attualmente, mettendo in serio pericolo la stabilità delle tre villette che si trovano sulla sommità della collina. La situazione di tutta la zona non è sicuramente delle migliori perché il danno, con il crollo del muro, è abbastanza consistente e qualcuno ha avanzato l’ipotesi di mettere in sicurezza il pendio e poi annullare tutte le autorizzazioni, non consentendo di realizzare la struttura che si voleva realizzare.