Enna. Tra un mese il processo a responsabile viabilità nella Provincia regionale accusato di omicidio colposo

Enna. Ci sarà fra un mese il dibattito processuale che vede imputato l’ingegnere Antonino Castano, responsabile della viabilità nella Provincia regionale, in quanto accusato di omicidio colposo. L’ingegnere Castano è imputato per un drammatico incidente stradale, avvenuto sulla provinciale 16 Piazza Armerina- Mirabella Imbaccari in cui perse la vita un giovane di Piazza Armerina, Ivan Sarda, il quale con la sua auto finì giù da un viadotto in un tratto dove non c’era guardrail. Castano è imputato proprio per aver omesso, secondo l’accusa “per imprudenza, negligenza e inosservanza delle norme tecniche” previste dalla legge, di allestire il guardrail nella zona dov’è avvenuto l’incidente. L’incidente avvenne il 5 settembre 2008. Nell’udienza di martedì c’è stata la deposizione dell’imputato, dinanzi al giudice monocratico Elisabetta Mazza. L’ingegnere Castano ha sostenuto di non avere alcuna responsabilità ed ha aggiunto di aver fatto disporre uno stanziamento di fondi per le strade, prima dell’incidente, ma che materialmente non spettava a lui, ma ad altri dipendenti della Provincia, il compito di verificare se e dove intervenire con manutenzioni ordinarie o straordinarie. L’avvocato Lorenzo Caruso, difensore di parte civile, ha evidenziato le segnalazioni di alcuni dipendenti della Provincia indirizzate a Castano, prima dell’incidente, che informavano dei rischi di quella strada e in particolare della necessità di installare con urgenza delle barriere di sicurezza a bordo del ponte, che fossero “omologate, in quanto vi era una situazione di pericolo. Ma il funzionario della Provincia si è difeso, parlando di segnalazioni “generiche”. La parte civile ha anche ribadito il contenuto della relazione del consulente del pubblico ministero, un ingegnere, che ha sottolineato come il guardrail posto a protezione del margine sinistro del ponte non garantiva “adeguate condizioni di contenimento nei confronti dei veicoli”. Castano ha parlato di un incidente provocato dall’alta velocità . La parte civile ha ribadito la tesi dei consulenti del pm e degli stessi consulenti della famiglia Sarda, secondo cui “la presenza di una barriera di sicurezza adeguatamente installata avrebbe contrastato l’azione d’urto dell’autovettura e contenuto in carreggiata il veicolo”. C’è stata poi la deposizione di un maresciallo dei carabinieri della compagnia di Piazza Armerina, che ha aggiunto ulteriori elementi, evidenziando che la zona era stata interessata da altri sinistri e che il guardrail “non garantiva la protezione di fuoriuscita dalla sede stradale in quanto mancante dei metri precedenti all’inizio del ponte”. Al termine dell’udienza l’avvocato di parte si è detto “fiducioso”. “Confidiamo – ha detto – che a questo punto sia definitivamente chiarita la posizione dell’ingegnere Castano”. Di tutt’altro tenore la tesi della parte civile. “Sono certo che dall’esito dell’istruttoria documentale e testimoniale – ha detto l’avvocato Caruso – non vi saranno dubbi sulla responsabilità penale dell’imputato”. L’appuntamento alla fine di ottobre.