martedì , Gennaio 19 2021

Agira. Non c’è assistenza a scuola per la figlia disabile, appello della madre

AGIRA. «Da dieci giorni non porto mia figlia a scuola perché è assistita solo per 18 ore su 30 dall’insegnante di sostegno mentre per le altre ore nessuno la segue e mi sono sentita persino dire da qualcuno che a cambiarle il pannolone doveva essere il bidello». A fare questa denuncia, l’ennesima, è una mamma coraggio, Adele Failla, madre di Concetta una bambina disabile che frequenta la seconda classe alla scuola media “Diodoro Siculo” di piazza Europa. Da anni la signora Adele lotta per garantire a sua figlia lo stesso trattamento degli altri bambini e per evitare che si senta esclusa e isolata. Una battaglia difficile condotta con grande coraggio, senza fermarsi di fronte a risposte negative. Ad esempio quella ricevuta recentemente dal provveditorato agli studi che le ha fatto sapere che la scuola non ha personale e dunque deve rivolgersi al comune. Il primo cittadino a sua volta le ha spiegato che non ci sono soldi per bandire concorsi ed ecco allora il viaggio alla volta di Enna. Martedì la mamma agirina è stata ricevuta dal prefetto Clara Minerva al quale ha raccontato la travagliata storia di sua figlia: «al prefetto ho detto che non voglio che nelle ore non coperte dall’insegnate di sostegno Concetta stia nel corridoio o nella gabbiola dei bidelli –dice Adele- lei ha bisogno di figure specializzate nell’ambito educativo che sappiano farle svolgere attività adeguate alla sua condizione». Prima dell’incontro con il rappresentante del governo per la Provincia di Enna Adele aveva fatto pervenire in prefettura una missiva nella quale denunciava questa situazione e a quanto pare la dottoressa Minerva non è stata con le mani in mano: «il prefetto –prosegue Adele- ha inviato una lettera al sindaco Gaetano Giunta per chiedergli quali professionalità stesse mettendo in campo per garantire l’assistenza a mia figlia. Lui le ha risposto che all’insegnante di sostegno affiancherà un operatore socio assistenziale. Ancora non so chi sia –conclude la signora Failla- ma spero che abbia davvero questo titolo e in ogni caso serve un’altra figura educativa». La mamma coraggio naturalmente parteciperà alla manifestazione del 2 ottobre insieme agli altri genitori indignati per lo stop ai servizi essenziali a favore di giovani e anziani.

Luca Capuano