Piazza Armerina. Ai domiciliari l’ostetrico per detenzione di due pistole

Il gip di Enna Luisa Maria Bruno ha concesso gli arresti domiciliari a Filippo Zagara, l’ostetrico armerino di 52 anni arrestato il mese scorso per detenzione illegale di due pistole che sono state inviate ai laboratori della Scientifica per accertare se fossero state usate. Si tratta di una Beretta semiautomatica calibro 6,35, di fabbricazione brasiliana con matricola abrasa, punzonata sia sul castello che sulla canna, con un colpo in canna e otto nel caricatore inserito; nell’astuccio sono state trovate sette pallottole dello stesso calibro; l’altra pistola è Beretta semiautomatica calibro 7,65 modello Cardone, di fabbricazione italiana e con matricola abrasa, anche questa colpo in canna e sette pallottole nel caricatore. Le armi erano apparentemente funzionanti. Oltre alle pistole sono stati rinvenuti in un marsupio marrone un coltello a serramanico con impugnatura rossa di 16,5 centimetri, con lama di 6,5.
Nell’interrogatorio Filippo Zagara aveva cercato di discolparsi dicendo che le armi erano di un parente di un amico morto, lui le deteneva per motivi “affettivi”. Il giudice Bruno, intanto, ha accolto l’istanza dell’avvocato di Zagara, Francesco Alberghina, concedendogli i domiciliari, le esigenze cautelari potevano essere tutelate dagli arresti domiciliari. Allo stato attuale non sono arrivati gli esiti degli esami effettuati sulle armi sequestrate, e che sono state inviate al Ris di Messina. Il figlio di Zagara, Stefano di 23 anni, arrestato assieme al padre ma con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di cannabis e hashish ha già lasciato il carcere. Stefano Zagara è libero, perché nel corso dell’interrogatorio ha dichiarato che la droga l’avrebbe detenuta solo per uso personale e che i semi di canapa li usava solo come “cibo” per gli uccellini, di cui erano ghiotti.