Comune Valguarnera per fare cassa bandisce asta per l’asilo nido, per la costruzione 30 anni e mai entrato in funzione

Valguarnera. Un’opera mai completata e abbandonata al proprio destino da oltre trent’anni, è ora messa in vendita per fare cassa. Si tratta dell’asilo nido di contrada Montagna che il Comune ha deciso di alienare assieme all’edificio dell’ex scuola agraria. Un’opera quella dell’asilo, costata oltre un miliardo di vecchie lire e contrassegnata per lunghissimi anni da controversie legali, cavilli burocratici, ritardi, perizie di varianti con notevoli costi in aumento, nuovi progetti e fallimenti. Oggi è messa all’asta. Quel che resta è uno scheletro che si erge su una collina e che simboleggia l’inefficienza della pubblica amministrazione. I lotti messi all’asta sono appunto due quello dell’asilo nido di superficie complessiva di 500 metri quadri per un valore a base d’asta di 670 mila euro e l’edificio dell’ex scuola agraria con una superficie di 290 metri quadri per un valore sempre a base d’asta di 130 mila euro. La procedura d’asta si svolgerà presso gli uffici del settore tecnico nel palazzo municipale con il metodo delle offerte segrete, giorno 12 dicembre alle ore 11. Le offerte devono essere specificate per singoli lotti. Si aggiudicherà la gara il concorrente che presenterà l’offerta più vantaggiosa e il cui prezzo sia migliore o almeno pari a quello posto a base d’asta. Il bando completo potrà comunque essere scaricato dal sito del Comune. L’amministrazione ha deciso di mettere pure in vendita un autoveicolo marca tipo Iveco 50 cilindrata 3908, immatricolato nell’88 per un prezzo a base d’asta di 8.500 euro. L’offerta dovrà essere in questo caso presentata sempre presso gli uffici del settore tecnico, entro le ore 11 del 3 dicembre. L’aggiudicazione verrà fatta al migliore offerente. La storia dell’asilo nido oggi messo in vendita è quanto mai singolare. L’opera concepita nel 76’ dalla Giunta Giarrizzo proseguita dai sindaci Gallo e Leanza venne portata a termine 15 anni dopo, ovverossia nei primi mesi del 91’, pronta ad entrare in funzione nel maggio di quell’anno. Sindaco dell’epoca lo stesso di oggi, Sebo Leanza. Ma l’asilo purtroppo non entrò mai in funzione. Motivo? Si disse che dovevano essere espletati i concorsi per il personale docente ed ausiliario. Posti di lavoro già previsti nella pianta organica del comune e addirittura finanziati dalla regione siciliana. Su quel concorso che si doveva espletare nacquero invece forti tensioni tra le forze politiche, sta di fatto che da quel momento di quella struttura costata un miliardo di lire, si persero completamente le tracce. Essa nel frattempo venne lasciata incustodita, preda di vandali, capaci di asportare e distruggere tutto quanto vi si trovasse all’interno. Solo dopo la devastazione, l’opera venne recintata e murata, cosi come si presenta oggi a distanza di oltre vent’anni dal collaudo. Le discussioni su questa cattedrale nel deserto non sono mai cessate. In molti suggerirono di riconvertire la struttura in un centro diurno per anziani o affidarla a una delle tante associazioni che promuovono iniziative culturali, considerato che non c’era più l’esigenza dell’asilo nido. Sarebbe bastata l’autorizzazione della Regione e alcuni lavori di ristrutturazione per rimetterla in sesto. Quell’opera rimasta scolpita nel libro dei sogni, è oggi invece in vendita al miglior offerente.

Rino Caltagirone

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