Valguarnera. Il carcere borbonico trasformato a Museo comunale

Valguarnera. Si apre uno spiraglio per l’apertura del museo civico. L’input è arrivato dall’assessorato regionale ai Beni Culturali, che ha espresso apprezzamento e interesse per il lavoro sin’ora svolto. Dopo il sopralluogo effettuato qualche settimana fa dalla sovrintendente Fulvia Caffo e dall’architetto Santalucia è seguita presso il museo Varisano di Enna la visione delle liste dei reperti e di tutto il materiale che saranno esposte al Museo e che costituiscono parte del Patrimonio storico del paese. “Purtroppo il materiale visionato – afferma l’assessore Eleonora Draià – non è stato mai studiato, dunque richiede un duro lavoro iniziale di catalogazione, selezione, pulizia e studio”. Al momento, l’architetto Santalucia e l’archeologo Patanè stanno procedendo alla visualizzazione delle liste dei reperti e stanno cercando eventuali altri materiali appartenenti al territorio culturale di Valguarnera. “Lunedì prossimo continua Draià- visioneremo insieme alla sovrintendente Caffo il lavoro certosino che l’archeologo Patanè sta svolgendo sulle centinaia di reperti che dovranno essere esposti, per poi proseguire nelle settimane successive alle fasi di catalogazione e studio degli stessi”. Intanto, per quanto riguarda la questione burocratica si è provveduto di già alla stesura dello statuto del museo civico, prevedendo la possibilità di nominare, quale direttore del museo, un direttore onorario (curatore scientifico) in modo da evitare eventuali lungaggini e aggravio di costi per l’individuazione di tale figura. Lo statuto, approvato dalla Giunta municipale, è stato trasmesso alla Soprintendenza dei Beni Culturali di Enna, che dopo aver apportato alcune modifiche, lo ha inoltrato per competenza al Servizio museografico dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana di Palermo per la definitiva approvazione. “In previsione dell’apertura del museo -dice l’assessore- ho ritenuto opportuno ricercare l’interesse di istituti di ricerca superiore per consentire lo sviluppo razionale, a guida scientifica, delle potenzialità archeologiche del territorio culturale dell’area circostante Valguarnera. Nello specifico, considerate le difficoltà economiche del nostro Ente, l’idea che ho sviluppato per garantire al territorio un supporto di ricerca costante, è quella dell’istituzione di un laboratorio didattico, con base nel nostro comune, che sia al servizio delle facoltà di ambito archeologico per la formazione pratica degli studenti. Tale laboratorio, al momento denominato Arkeosicilia, dovrebbe assicurare all’Ente il supporto di competenze e di know how necessario affinché la ricerca archeologica attuata non rimanga fine a se stessa ma produca documenti e studi utili per consentire l’inquadramento del territorio valguarnerese nel panorama archeologico siciliano. Questa formula, che ha già incontrato l’interesse dell’università, dovrebbe essere attuata nel rispetto dei presupposti di efficienza, efficacia ed economicità che caratterizzano l’operato di questa amministrazione.”

Rino Caltagirone

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