Enna Calcio. Show dei dirigenti, vietano l’ingresso alla stampa, ma non diventano rossi di fronte alle numerose sconfitte! Video
Enna-Sport - 06/01/2013
Cinque gol ed un vagone di carbone! Ha trovato questo dentro la calza della befana l’Enna Calcio sconfitta oggi pomeriggio in casa dalla Fiumefreddese per 5-1.
(Guarda il video amatoriale su alcuni frammenti del match tra Enna e Fiumefreddese)
Ma al di là del fattore sportivo, ancora una volta la società del presidente Peppino Cannarozzo ancora una volta si è resa protagonista di un comportamento disonorevole cercando di mascherare le proprie malefatte e nefandezze con il tentativo di vietare l’ingresso negli spogliatoi, prima, ed in tribuna, poi, alla stampa. Già contro il Nicosia Cannarozzo vietò al cronista autore di questo articolo, l’ingresso negli spogliatoi per entrare in possesso delle due formazioni comunicando (senza neanche avere la bontà di metterci la faccia) che sarebbero state consegnate nella sala stampa della tribuna. Fatto che avvenne in parte e con tanti errori. Ieri il replay. Ad attendere dinanzi l’ingresso degli spogliatoi un uomo del servizio di sicurezza a cui Cannarozzo aveva dato esplicito ordine di non far entrare la stampa. Dopo la richiesta di intervento delle forze dell’ordine, si è presentato il genero di Cannarozzo, Siracusa, nonchè vice presidente nel timido quanto imbarazzante tentativo di saper le regole. Lui infatti si è avventurato nel comunicare che di fatto è vietato entrare a prendere le distinte e che sarebbero state consegnate in tribuna. Naturalmente la richiesta esposta al dirigente è stata quella di portare quanto meno delle distinte corrette ossia senza nomi ripetuti due volte e con i soli nomi dei tesserati. Potrebbe essere finita qui, ma non è così perchè lo stesso avventuriero Siracusa si presenta all’ingresso della tribuna chiedendo i documenti che attestano il ruolo di cronista e, ovviamente, gli vengono forniti. Ma al “meticoloso” (a voler essere generoso, perchè basterebbe una maggiore conoscenza delle regole…e non solo di buon costume) Siracusa non basta perchè quel tesserino non basta, vuole altre autorizzazioni. “Quale autorizzazione vuole?”, viene spontaneo chiedere. E qui si imbarazza perchè neanche lui sa quale autorizzazione potrebbe servire. Su due piedi pensiamo a chiamare i “servizi segreti” o la Cia, ma vista la scenetta – a tratti anche simpatica – che si sta creando sarebbe il caso di chiamare Raoul Bova con la squadra di Intelligence, magari loro qualche autorizzazione la darebbero. Sic!
Lui, il vice presidente, è irremovibile. Allora visto che l’inizio del match è imminente c’è fretta d’andare a fare il proprio lavoro e gli viene chiesto se l’ingresso si paga, una domanda che sorprende e la risposta è “no”. Arcano trovato allora, tanto da dirgli scherzosamente che si entrerà da tifoso, qui, forse perchè spiazzato, informa il cronista che non è autorizzato a fare la cronaca sulla partita. Pazzesco, mai sentita una roba del genere, ma gli vale certamente il premio per la fantasia e la creatività. Almeno questo.
Una volta preso posto in tribuna si attendono le formazioni che, naturalmente, non arriveranno mai, ma su questo nessuno aveva dubbi. A risolvere l’inghippo sono le forze dell’ordine che con tanta cortesia e gentilezza intervengono accompagnando il cronista negli spogliatoi a fine primo tempo dove l’arbitro consegnerà le due formazioni. Ci si chiede però se nel 2013 un cronista debba sudare tanto per avere ciò che gli spetta per informare i lettori.
Quello della società gialloverde è un tentativo maldestro di imbavagliare quei monellacci dei giornalisti per nulla propensi a chinarsi di fronte le sue richieste ed i suoi atteggiamenti infantili, lui – Cannarozzo – che la querela ce l’ha sempre pronta contro chi non ne condivide le sue idee.
Adesso, però, il tempo è scaduto ed è ora che chi di competenza intervenga per fermare l’opera di Cannarozzo che gestisce il “Gaeta” come se fosse casa sua decidente chi può entrare – i buoni – e chi pur dovendo compiere un lavoro non può farlo – i giornalisti o i cattivi.
È auspicabile un intervento deciso e netto di chi ne ha competenza affinchè ad Enna finisca questa pagliacciata e freni gli intenti di Cannarozzo perchè questo suo atteggiamento di certo non rasserena gli animi, nè tanto meno può essere inteso come un modo per ammorbidire la stampa perchè la sua gestione sportiva pessima non può essere nascosta. Impossibile non raccontare come nessuno sportivo in città voglia avere a che fare con lui, che ha fatto terra bruciata intorno all’Enna, che in pochi anni insieme al gruppo nisseno ha bruciato una squadra riducendola a zimbello della Sicilia visto che ogni avversario sotterra l’Enna a suon di gol. Impossibile, inoltre, non raccontare che in campo già da quattro partite manda gente che col calcio non ha un ottimo feeling, così come è impossibile non raccontare che oggi in porta con la Fiumefreddese a difendere la porta c’era un giovanotto non in forma perfetta e con un bel pò di chili addosso. Non è certo colpa di chi informa se queste scenette avvengono. Ecco perchè l’atteggiamento di Cannarozzo non è per nulla accettabile, sa bene che il suo ruolo lo porta ad esporsi ed in quanto tale può essere soggetto a critiche (e lui non fa proprio nulla per evitarle!!!) purchè queste restino nel limite della decenza e non travalichino la rispettabilità della persona e questo è SEMPRE avvenuto al contrario di quanto fatto da Cannarozzo che con il suo atteggiamento continua a mancare di rispetto alla città di Enna (il cui nome sportivo è quotidianamente disonorato e mortificato), ai tifosi e alla stampa.
Sulla partita c’è ben poco da dire se non i cinque gol subiti ed il miracolo del gol segnato da Mantegna su gentile concessione del portiere ospite che sbaglia i tempi d’uscita. Nulla in confronto a quanto combinato dal portiere dell’Enna sul 3-0, un traversone che vorrebbe bloccare ma che invece spedisce alle proprie spalle. Ma ormai è acqua passata perchè c’è da pensare alla prossima partita contro la Real Belpassese che l’Enna affronterà sabato prossimo sperando sempre che gli avversari abbiano pietà e si fermino ad un punteggio accettabile.